L’immaginazione:

Gir

L’immaginazione é pallida e fragile, i sogni avvincono con false realtà.

L’immaginazione può costruire ponti e i sogni possono ingannare.

L’esperienza del sogno è spesso profondamente toccante. Dai brutti sogni ci svegliamo tremanti e sudati; quelli belli ci lasciano carichi di desiderio. Alcuni sogni rappresentano una sorta di cura e un modo per far funzionare i nostri circuiti mentali ma tuttavia nessuno di questi possiede alcuna realtà oggettiva all’interno del mondo della veglia.

 L’immaginazione é una forma d’impegno mentale che costituisce un modo di proiettare i nostri pensieri in immagini credibili. Possiamo usarla per ispirarci in maniera creativa. 

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ECLISSI 21 GENNAIO:

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Eclissi del 21 Gennaio 2019, stanotte la Luna diventa rossa. Sarà totale alle 5:41 poi Il massimo del fenomeno è previsto alle 06:12. NON PERDETEVELO!!

La prossima eclissi totale di Luna di cui sarà visibile tutta la fase di totalità avverrà il 31 dicembre 2028.

 

Foto presa da: https://www.google.com/search?q=luna+rossa&client=ms-android-samsung&prmd=niv&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwikrOLpn_zfAhUFr6QKHfV7BnUQ_AUoAnoECA4QAg&cshid=1547984179759&biw=360&bih=560

COSA PENSATE SULL’ARTCOLO 13 COPYRIGHT? SIETE PRO O CONTRO?

La direttiva sul copyright è stata approvata

È la controversa riforma per aggiornare le regole sul diritto d’autore in Europa, già bocciata lo scorso luglio: ne è passata una versione modificata.

In una sessione dell’assemblea plenaria in corso a Strasburgo, in Francia, il Parlamento Europeo ha approvato la nuova e discussa direttiva per aggiornare le regole sul diritto d’autore nell’Unione Europea (PDF). Hanno votato a favore 438 parlamentari e contro 226, mentre in 39 si sono astenuti. Negli ultimi mesi la direttiva – che a luglio era già stata votata e bocciata dall’aula – aveva ricevuto numerose critiche ed era stata al centro di un intenso dibattito tra esperti di diritto, attivisti, piattaforme online e grandi gruppi editoriali e dell’intrattenimento. Con il respingimento di luglio la maggioranza dei parlamentari aveva chiesto di poter ridiscutere gli articoli più controversi per renderli meno ambigui, e ridurre quelli che, secondo gli oppositori della direttiva, erano i rischi per la libera circolazione delle informazioni online. Il Parlamento ne ha quindi approvata una nuova versione, modificata.

Come hanno votato gli europarlamentari italiani

Socialisti e Democratici
Partito Democratico: 19 a favore, 1 contro, 2 astenuti, 4 assenti
Altri: 3 a favore, 1 astenuto, 1 assente

Partito Popolare Europeo
Forza Italia: 10 a favore
Altri: 3 a favore

Europa della Libertà e della Democrazia Diretta
Movimento 5 Stelle: 14 contro, 1 assente

Europa delle Nazioni e della Libertà
Lega: 4 contro, 2 assenti

Altri gruppi: 4 a favore, 1 contro, 2 assenti

Perché nuove regole
La direttiva sul copyright è stata pensata allo scopo di aggiornare le regole sul diritto d’autore nell’Unione Europea ferme al 2001, quando le cose su Internet funzionavano diversamente. Ha il pregio di armonizzare le leggi sul copyright nei singoli stati, dando basi comuni più chiare sulle quali ogni stato può poi elaborare i propri regolamenti. In linea generale sono tutti d’accordo sulla necessità di aggiornare le regole, ma ci sono idee molto differenti su come farlo, soprattutto in relazione ad alcuni articoli della direttiva ritenuti troppo vaghi e che potrebbero lasciare spazio a interpretazioni più o meno creative da parte degli stati membri, rendendo difficile il processo di armonizzazione.

Il confronto si è concentrato soprattutto su due articoli, l’11 e il 13, che secondo i detrattori avranno conseguenze pericolose per la libera diffusione delle informazioni online. Il lavoro delle ultime settimane è stato orientato verso la discussione di centinaia di emendamenti, che avrebbero dovuto cambiare alcuni assunti della direttiva, ma che nei fatti non hanno portato a grandi stravolgimenti del testo.

Articolo 11
La nuova direttiva sul copyright vuole provare a bilanciare diversamente il rapporto tra le piattaforme online – Google, Facebook e gli altri – e gli editori, che da tempo lamentano di subire uno sfruttamento dei loro contenuti da parte delle prime nei loro servizi e senza un adeguato compenso. Il tema è annoso e controverso: da un lato gli editori accusano i social network e i motori di ricerca di usare i loro contenuti (per esempio con le anteprime degli articoli su Google o nel Newsfeed di Facebook), senza offrire in cambio nessuna forma di compenso; dall’altra parte ci sono le piattaforme che dicono di fare già ampiamente gli interessi degli editori, considerato che il loro traffico arriva in buona parte dalle anteprime pubblicate sui social network o nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca. Ci sono buone ragioni da entrambe le parti, ma – per come è stato pensato e modificato – l’articolo 11 continua a favorire più gli editori che le piattaforme (e per questo potrebbe portare a un disimpegno delle piattaforme che finirebbe per danneggiare soprattutto i piccoli gruppi editoriali).

La direttiva dice che ogni stato membro deve assicurarsi che gli editori ricevano compensi “consoni ed equi” per l’uso dei loro materiali da parte dei “fornitori di servizi nella società dell’informazione”, cioè le aziende di Internet. Gli emendamenti hanno chiarito meglio che il principio riguarda le grandi piattaforme e che esclude gli utilizzi privati dei link e il loro impiego non commerciale, per esempio nei progetti di conoscenza condivisa (“wiki”) come Wikipedia.

Nelle ultime settimane l’articolo 11 è stato il più discusso da osservatori e parte dell’opinione pubblica, soprattutto nei paesi dove i gruppi editoriali sono più in difficoltà e vedono nei compensi dalle piattaforme una parziale soluzione ai loro problemi economici. In Italia la campagna di lobby da parte degli editori è stata molto forte, con articoli spesso sbilanciati a favore della direttiva e appelli sulle pagine dei giornali ai parlamentari europei italiani per fare approvare la direttiva.

Articolo 13
L’altro articolo molto discusso della direttiva europea sul copyright è il 13, quello che continua a suscitare le maggiori preoccupazioni per la libera circolazione dei contenuti. Prevede che le piattaforme online esercitino una sorta di controllo su ciò che viene caricato dai loro utenti, in modo da escludere la pubblicazione di contenuti protetti dal diritto d’autore e sul quale gli utenti non detengono diritti. L’idea è che ogni fornitore di servizi online si metta d’accordo con le case editrici, cinematografiche e discografiche per dotarsi di una licenza che gli permetta di ospitare contenuti coperti da copyright. I critici della direttiva temono che i fornitori siano costretti a dotarsi di un sistema simile a “Content ID”, la tecnologia utilizzata da anni da YouTube proprio per evitare che siano caricati video che violano il copyright sul suo sito. Il sistema dovrebbe bloccare il caricamento evitando la diffusione di un video, un file musicale o altri contenuti, evitando la violazione.

I contrari hanno fatto notare che, per sviluppare “Content ID”, YouTube ha speso svariati milioni di dollari, e che nonostante sia il miglior sistema in circolazione, non sempre funziona al meglio e talvolta porta alla censura immotivata di alcuni contenuti. Che le piattaforme e i fornitori di servizi si dotino di un sistema analogo sembra improbabile, sia per i costi sia per le difficoltà tecniche che deriverebbero.

I promotori delle modifiche ricordano invece che le soluzioni proposte, e via via corrette e integrate nella direttiva, danno la possibilità di avere licenze più adeguate da applicare online, tutelando meglio i diritti degli autori. Anche per questo motivo l’articolo 13 ha trovato nelle etichette discografiche, nelle associazioni degli autori e nelle major del cinema i principali sostenitori.

Come si è arrivati al voto
Nelle ultime ore a Strasburgo prima del voto c’erano sono stati incontri e trattative, ma l’esito della votazione è rimasto sostanzialmente imprevedibile fino all’ultimo. Gli stessi gruppi parlamentari erano divisi al loro interno, come era già emerso con la votazione di inizio luglio, finita con un parere contrario. All’epoca c’erano state divisioni interne agli stessi partiti: per esempio nel Partito Democratico italiano, dove un terzo aveva votato contro e due terzi a favore; il Movimento 5 Stelle e la Lega avevano votato contro. Le divisioni più marcate erano state registrate nell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici e nel Partito Popolare Europeo, tra i promotori delle modifiche.

Tra i parlamentari europei c’era la consapevolezza che quella di oggi era l’ultima occasione utile per votare sul copyright prima delle elezioni europee della prossima primavera. Questa consapevolezza si è riflessa nelle posizioni di favorevoli e contrari: i primi spingevano per un’approvazione, in modo da non mandare all’aria anni di lavoro per una direttiva che comprende numerose altre riforme, i secondi confidavano in un nuovo voto contrario per affossarla definitivamente e tornare a parlarne alla prossima legislatura, quando le elezioni avrebbero consegnato un Parlamento Europeo diverso e probabilmente con nuovi equilibri politici.

Cosa succede adesso
La direttiva del copyright sarà ora analizzata nei negoziati tra istituzioni europee e stati membri. C’è ancora una possibilità che non sia adottata, nel caso in cui uno o più stati si mettano di traverso. I negoziati potrebbero durare più di un anno.

Articolo preso da : https://www.google.com/amp/s/www.ilpost.it/2018/09/12/votazione-direttiva-copyright-parlamento-europeo/amp/

La riforma copyright Ue è una nuova legge che oggi voterà l’Unione Europea e che potenzialmente potrebbe cambiare per sempre il volto e l’uso di internet in Europa.

Secondo molti esperti del settore e lo stesso ministro del lavoro e del Mise, Luigi Di Maio intervenuto in questi ultimi giorni sul nuovo dibattito, ad essere minacciata dalle nuove regole UE sul copyright sarà soprattuto la libera circolazione delle informazioni onlineche oggi rappresenta la caratteristica predominante del web.

Ma perché una riforma del copyright europeapotrebbe minacciare la libertà di internet e sottoporla per sempre ad un controllo senza precedenti dei contenuti online?

Per capirlo andiamo a spiegare in dettaglio la riforma copyright Ue cos’è, cosa prevede la legge e cosa cambia per internet se gli articoli 11 e 13 della delibera europea sul diritto d’autore vengono approvati?

Ultimo aggiornamento: riforma copyright è stata approvata dall’UE con 438 voti favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti, approvate anche delle modiche agli articoli 11 e 13, i più dibattuti.

Si attendono ora i negoziati.

Riforma copyright Ue cos’è?La Riforma copyright Ue è una nuova proposta di legge approvata in prima istanza dalla Commissione giuridica (JURI), in data 20 giugno 2018 ed approvata anche oggi, 12 settembre 2018.

Con la nuova riforma copyright Ue se approvata in via definitiva, saranno introdotte nuove regole al fine di garantire maggiormente la tutela del diritto d’autore e letta così andrebbe anche bene, se non fosse che per molti osservatori questa direttiva contiene due articoli l’11 ed il 13 che se approvati dall’Ue, potrebbero portare ad una seria minaccia alla libera circolazione delle informazioni online.

La nuova legge europea sul copyright non è ancora in vigore in quanto deve essere approvata dal Parlamento Europeo entro la fine del 2018 o al massimo entro l’inizio del 2019 ma nel frattempo stanno giungendo da varie parti in Europa, molteplici appelli da parte di europarlamentari, giuristi, attivisti e organizzazioni affinché vengano cancellati i due articoli, in modo che sia garantita la tutela della libertà di espressione.

Tra i personaggi politici di spicco che si sono già fatti sentire contro la riforma del copyright e del diritto d’autore c’è il nostro ministro del Lavoro e del Mise nonché vice presidente Luigi Di Maio che in un lungo post sul blog delle Stelle si è già ufficialmente scagliato contro a quella che egli stesso ha definito, legge bavaglio.

Riforma copyright Ue ultimissime approvata: il parlamento europeo ha dato il via libera alla proposta di direttiva sui diritti d’autore nel mercato unico digitale, anche sesono state approvate delle modifiche proposte dal relatore Axel Voss, agli articoli 11 e 13 della proposta di direttiva sul copyright, quelli più dibattuti.

Cosa prevede la riforma del copyright Ue? La riforma del copyright Ue pur avendo degli obiettivi nobili come la tutela del diritto d’autore all’interno del mercato unico digitale europeo, potrebbe creare seri problemi alla libera circolazione delle informazioni online e quindi minacciare la libertà di internet. In questi giorni sul dibattito è intervenuto anche Luigi Di Maio che ha definito la legge, come di una legge bavaglio soprattuto in riferimento agli articoli 11 e 13 della delibera.

Entriamo più nello specifico e andiamo a vedere riforma copyright cosa prevede l’articolo 11:

In pratica nella riforma copyright Ue, ad essere fortemente criticati sono due articoli: l’articolo 11 e l’articolo 13, dove il primo prevede un diritto per gli editori, i grandi editori di giornali, la possibilità di autorizzare o bloccare l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni prevedendo anche una nuova remunerazione per l’editore.

Ciò significa quindi che quando viene condiviso un articolo, quelle due o tre righe che compaiono al di sotto dell’indirizzo della pagina, dovrebbero essere tassate, cioè Google dovrebbe pagare l’editore per poter mostrare quell’anticipazione di articolo e condividerlo online.

Ecco cosa dice l’articolo 11 riforma copyright:

Capo 1 Diritti sulle pubblicazioni: Art. 11

Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale

  1. Gli Stati membri riconoscono agli editori di giornali i diritti di cui all’articolo 2 e all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2001/29/CE per l’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni di carattere giornalistico.
  2. I diritti di cui al paragrafo 1 non modificano e non pregiudicano in alcun modo quelli previsti dal diritto dell’Unione per gli autori e gli altri titolari di diritti relativamente ad opere e altro materiale inclusi in una pubblicazione di carattere giornalistico. Essi non possono essere invocati contro tali autori e altri titolari di diritti e, in particolare, non possono privarli del diritto di sfruttare le loro opere e altro materiale in modo indipendente dalla pubblicazione di carattere giornalistico in cui sono inclusi.
  3. Gli articoli da 5 a 8 della direttiva 2001/29/CE e la direttiva 2012/28/UE si applicano, mutatis mutandis, ai diritti di cui al paragrafo 1.
  4. I diritti di cui al paragrafo 1 scadono 20 anni dopo l’uscita della pubblicazione di carattere giornalistico. Tale termine è calcolato a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla data di pubblicazione.

In conclusione l’articolo 11 potrebbe quindi portare all’istituzione di una vera e propria tassa che le grandi piattaforme online come Google e Facebook dovrebbero agli editori, per poter pubblicare e condividere le notizie sulle loro piattaforme.

In pratica i colossi del web dovrebbero mettersi d’accordo con ciascun editore e concordare con lui, una licenza annuale a pagamento per far apparire i suoi articoli nelle serp di ricerca o sui prodotti gestiti da Google o Facebook.

L’idea di tassare le condivisioni proviene dall’incontro-scontro tra editori e grandi piattaforme online che prosegue ormai da diversi anni e vede da una parte gli editori che accusano big G e altri, di mostrare i loro articoli online senza permesso e senza offrire un compenso adeguato in cambio, dall’altro Google e Facebook che affermano che la gran parte del traffico verso i siti di notizie deriva proprio dalla pubblicazione delle anteprime e di altri elementi degli articoli negli aggregatori.

Riforma del Copyright cosa prevede l’articolo 13:

Cosa prevede l’articolo 13 della riforma del Copyright? L’articolo 13 della riforma Ue sul copyright e sul diritto d’autore prevede per le società che danno accesso a grandi quantità di dati, di adottare misure per controllare in anticipo tutti i contenuti caricati dagli utenti. Praticamente tutte le piattaforme online che gestiscono milioni di dati, video, foto ecc, dovrebbero verificare che ogni cosa pubblicata online non possa ledere il diritto d’autore, per cui una multinazionale potrebbe bloccare ad esempio qualsiasi immagine attraverso su algoritmo.

Queste multinazionali, che nella maggior parte dei casi non sono neanche in Europa ma si trovano al di fuori, avrebbero il potere di decidere cosa sia pubblicabile e cosa no e quali tipi di informazioni i cittadini potrebbero fruire e quali invece sarebbe meglio evitare e tutto ciò a discapito delle micro e piccole e medie imprese che lavorano sul web e che non hanno i mezzi economici che hanno invece le multinazionali.

Ecco cosa dice testualmente l’articolo 13 della riforma copyright Ue:

CAPO 2 Utilizzi specifici di contenuti protetti da parte di servizi online: Art. 13

Utilizzo di contenuti protetti da parte di prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno accesso a grandi quantità di opere e altro materiale caricati dagli utenti

  1. I prestatori di servizi della società dell’informazione che memorizzano e danno pubblico accesso a grandi quantità di opere o altro materiale caricati dagli utenti adottano, in collaborazione con i titolari dei diritti, misure miranti a garantire il funzionamento degli accordi con essi conclusi per l’uso delle loro opere o altro materiale ovvero volte ad impedire che talune opere o altro materiale identificati dai titolari dei diritti mediante la collaborazione con gli stessi prestatori siano messi a disposizione sui loro servizi. Tali misure, quali l’uso di tecnologie efficaci per il riconoscimento dei contenuti, sono adeguate e proporzionate. I prestatori di servizi forniscono ai titolari dei diritti informazioni adeguate sul funzionamento e l’attivazione delle misure e, se del caso, riferiscono adeguatamente sul riconoscimento e l’utilizzo delle opere e altro materiale.
  2. Gli Stati membri provvedono a che i prestatori di servizi di cui al paragrafo 1 istituiscano meccanismi di reclamo e ricorso da mettere a disposizione degli utenti in caso di controversie in merito all’applicazione delle misure di cui al paragrafo 1.
  3. Gli Stati membri facilitano, se del caso, la collaborazione tra i prestatori di servizi della società dell’informazione e i titolari dei diritti tramite dialoghi fra i portatori di interessi, al fine di definire le migliori prassi, ad esempio l’uso di tecnologie adeguate e proporzionate per il riconoscimento dei contenuti, tenendo conto tra l’altro della natura dei servizi, della disponibilità delle tecnologie e della loro efficacia alla luce degli sviluppi tecnologici.

In conclusione l’articolo 13 prevede che tutti i contenuti caricati online nell’Unione Europea devono essere prima controllati e poi pubblicati in modo da evitare che materiale coperto dal diritto d’autore possa finire online senza le dovute tutele.

Il sistema di controllo preventivo sul materiale pubblicato online dovrebbe quindi funzionare come il Content ID di YouTube ossia con un riconoscimento automatico che controlla che in tutte le immagini contenute in ogni video non siano presenti contenuti protetti da copyright, al fine di evitarne la pubblicazione senza permesso o di mostrarli solo con pubblicità, permettendo così la suddivisione dei ricavi tra i proprietari del diritto d’autore.

Ma il Content ID è un sistema complicato e molto costoso e sembra quasi impossibile che un meccanismo simile possa essere applicato ad ogni immagine, video o articolo caricato online all’interno dell’Unione Europea.

Infine è importante ricordare come il controllo preventivo dei contenuti prima della loro pubblicazione online, possa fungere da vero e proprio filtro alla libera circolazione delle informazioni su internet, a questo punto, dopo i problemi enormi creati in Europa con l’entrata in vigore della nuova Privacy 2018 con il Gdpr non ci rimane che aspettare e vedere i futuri sviluppi della riforma copyright Ue e se il governo italiano, riuscirà ad impedire l’arrivo delle nuove regole al diritto d’autore già aspramente criticate da Luigi Di Maio, Salviamo la rete dalla legge bavaglio.

Riforma copyright cosa cambia? Esempio:

Riforma copyright cosa cambia? Dopo aver letto attentamente gli articoli 11 e 13 della nuova delibera sul copyright europea andiamo a vedere qualche esempio su cosa e come potrebbe cambiare l’uso di internet in Europa all’interno del mercato digitale unico qualora le nuove regole sul diritto d’autore dovessero essere approvate anche con parere negativo dell’Italia:

  • per poter condividere articoli o frammenti di essi, anche se vecchi di 20 anni, si dovrebbe ottenere una apposita licenza (a pagamento) da parte dell’editore;
  • twittare senza licenza anche 4 o 5 parole di un titolo di un articolo pubblicato da un editore, è una violazione dell’estensione del diritto d’autore per gli editori.
  • condividere un articolo “press publication” sui social media senza licenza è violazione del copyright: l’anteprima dell’immagine e il frammento di testo che Facebook, Twitter, Google generano in automatico quando si condivide un indirizzo web sono soggetti a licenza.
  • siti come Pinterest, che consentono agli utenti di poter salvare un’immagine dal web e di usarle e ripubblicarle è una violazione dell’estensione del diritto d’autore per gli editori.
  • Indicizzazione degli articoli sui motori di ricerca: anche questo diventerà un problema se la delibera sul copyright e sul diritto d’autore dovesse essere approvata in via definitiva e ciò perché qualsiasi motore di ricerca per poter fornire i risultati di ricerca agli utente, deve prima trovare tutti i siti utilizzando i cd. spider, poi creare un database in cui vengono inserite le copie di materiale coperto da copyright, per cui soggetto alla violazione in mancanza del pagamento della licenza agli editori interessati.

siti come Wikipedia che consentono l’accesso ad una enorme quantità di opere caricate direttamente dagli utenti senza i controlli necessari per impedire la disponibilità dei lavori coperti da diritti, potrebbero scomparire con la nuova legge.

Diritto d’autore ultime notizie: In base alle modifiche apportate al testo della riforma del copyright Ue, dopo le aspre critiche per una legge troppo dura, ecco cosa cambia rispetto al testo originale anche se non è quello finale, in quanto questo verrà definito solo al termine dei negoziati tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue che iniziarenno tra qualche settimana e poi vedere cosa succederà a maggio 2019, dopo le nuove elezioni europee.

Ecco quindi cosa cambia e cosa rimane della legge sul diritto d’autore appena approvata dall’Ue:

  • Responsabilità per le grandi piattaforme. in pratica i colossi del web, da Facebook a YouTube, dovranno pagare i contenuti prodotti da artisti e giornalisti e dovranno essere responsabili in caso di violazioni sul diritto d’autore dei contenuti da loro ospitati.
  • Escluse le piccole e medie piattaforme: Le piccole e micro piattaforme sono escluse dalla riforma;
  • Si alla condivisione ma gli snippet saranno protetti dal coptright: in pratica la condivisione tramite collegamento ipertestuale di singole parole si potrà ancora fare liberamente mentre gli snippet (foto e breve testo di presentazione di articoli) saranno coperti da copyright e quindi per poterli usare, le piattaforme dovranno pagare i diritti agli editori per il loro uso.
  • I giornalisti dovranno essere pagati: ai giornalisti spetterà una parte della remunerazione ottenuta dalla loro casa editrice.
  • No ai filtri si alla cooperazione: non dovranno esserci filtri sui contenuti ma una cooperazione tra piattaforme e coloro che detengono i diritti d’autore in modo tale da non colpire le opere che non violano il copyright, per far ciò  le piattaforme dovranno provvedere ad istituire veloci procedure di reclamo, gestite da persone e non da algoritmi, qualora si presenti la necessità di fare ricorso contro un’ingiusta eliminazione di un contenuto.
  • Gli artisti dovranno essere pagati: gli artisti potranno esigere un pagamento supplementare da chi sfrutta le loro opere quando il compenso corrisposto in origine è palesamente più basso rispetto ai benefici che ne derivano, incluse le entrate indirette.
  • Esclusi dal diritto d’autore WIKIPEDIA, OPEN SOURCE, MEME: Il caricamento di contenuti su enciclopedie online che non hanno fini commerciali come Wikipedia o su piattaforme di condivisione di programmi open source, sono esonerati dall’obbligo di rispettare le nuove regole sul copyright, compresi i meme che tanto piacciono ai ragazzi ed adulti.                                         Articolo preso da : https://www.google.com/amp/s/www.guidafisco.it/amp/riforma-copyright-ue-cos-e-cosa-prevede-cambia-articoli-11-13-2104

LA CORNACCHIA

Girosblog

La cornacchia che voleva imitare l’aquila:

Un giorno un pastore portò il suo gregge a pascolare in un grande prato.
D’improvviso da dietro un grande albero spuntò un aquila che con i suoi grossi artigli si gettò su un piccolo vitello, l’afferrò e se lo potò via.
Il pastore si disperò molto della grave perdita.
Non lontano un cornacchia aveva assistito alla scena , e volendo imitare l’aquila decise di fare lo stesso.
Pensava: Infondo io sono come l’aquila, solo più piccola ma sicuramente i miei artigli sono potenti come i suoi.
Così si gettò sopra a un altro vitello e gracidando fece per prenderlo.Ma i suoi artigli si impigliarono nella lana, e per quanti sforzi facesse e per quanto si dibattesse non riuscì a liberarsi.
Il pastore adirato, prese la cornacchia,le tagliò le ali e la sera la regalò ai figli .
Che animale è?

Dissero i due ragazzi
Il pastore rispose:

E’ una cornacchia che voleva imitare un’aquila.
ACCONTENTIAMOCI DI QUELLO CHE SIAMO SENZA GAREGGIARE CON I POTRENTI.

https://m.youtube.com/watch?v=6KDd6TY8fgk

 

Video presi da :

https://m.youtube.com

CARI POLITICI QUANDO PENSATE DI ACCORDARVI SERIAMENTE CON TUTTI I GOVERNI EUROPEI SULLA QUESTIONE IMMIGRAZIONE ECONOMICA E RELATIVI SBARCHI?

Strage nel Mediterraneo, Unhcr: 170 morti e dispersi in due naufragi

117 sono dispersi dopo che un gommone è affondato a largo della Libia. Altri 53 sono morti nel mare di Alboran. Mattarella: “Profondo dolore”. Conte: “Scioccato, non cambiamo linea“. Salvini: “Cuori aperti, porti chiusi”. Tre superstiti: “Meglio la morte della Libia”

Il 2019 inizia con nuove stragi di migranti nel Mediterraneo. “Profondo dolore per le notizie relative a circa 170 persone che sarebbero morte o disperse nel Mediterraneo a seguito di due differenti naufragi”, scrive in una nota l’Unhcr. Sono almeno 117 le persone disperse che erano a bordo del gommone avvistato il 18 gennaio al largo delle coste della Libia, non 20 come ipotizzato in un primo momento. La nuova cifra è stata comunicata dal portavoce dell’Oim, Flavio Di Giacomo, che ha riportato le parole degli unici tre superstiti salvati: “I tre sopravvissuti arrivati a Lampedusa ci hanno detto che erano in 120. Dopo 11 ore di navigazione hanno imbarcato acqua e hanno cominciato ad affondare e le persone ad affogare. Sono rimasti diverse ore in acqua. Tra i dispersi, al momento 117, ci sono 10 donne, di cui una incinta, e due bambini, di cui uno di 2 mesi”. Fonti dei soccorritori hanno riferito all’Ansa che i migranti non indossavano giubbotti di salvataggio. Mentre altre 53 persone hanno perso la vita in un naufragio avvenuto nei giorni scorsi nel Mare di Alborán, nel Mediterraneo occidentale. “È stato riferito che un sopravvissuto – afferma l’Unhcr – dopo essere rimasto in balia delle onde per oltre 24 ore, è stato soccorso da un peschereccio e sta ricevendo cure mediche in Marocco. Per diversi giorni navi di soccorso marocchine e spagnole hanno effettuato le operazioni di ricerca dell’imbarcazione e dei sopravvissuti, senza risultati”.

Il cordoglio delle istituzioni. Unhcr: “Basta azioni contro Ong”

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso “profondo dolore per la tragedia”. Si è detto invece “scioccato da questa nuova strage il premier Giuseppe Conte in visita a Matera. “Siamo più convinti di prima – ha aggiunto – nel contrastare i trafficanti”. “Sono crimini contro l’umanità”, ha poi ribadito Conte. E’ intervenuto anche il ministro Salvini: “Se si aprono i porti si torna a morire” ha detto. E ha aggiunto: “cuori aperti, ma porti chiusi”. “Non si può permettere che la tragedia in corso nel Mediterraneo continui”, ha attaccato invece Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni unite per i rifugiati. “Non possiamo chiudere gli occhi di fronte all’elevato numero di persone – ha proseguito – che stanno perdendo la vita alle porte dell’Europa. Nessuno sforzo deve essere risparmiato, o precluso, per salvare le vite di quanti sono in pericolo in mare”. L’Unhcr, che ha ricordato come 2.262 persone abbiano perso la vita nel 2018 nel tentativo di raggiungere l’Europa lungo le rotte del Mediterraneo, si è detta “preoccupata che le azioni degli Stati dissuadano sempre più le Ong dall’effettuare operazioni di ricerca e soccorso, e lancia un appello affinché siano revocate immediatamente”.

I superstiti: “Meglio la morte che la Libia”

Dei tre superstiti del naufragio a largo di Tripoli, due sono riusciti a salire sulla zattera gonfiabile lanciata in mare da un velivolo dell’Aeronautica e uno era in acqua. Riguardo al numero dei morti, il dato è incerto. I sopravvissuti parlano di 120 persone a bordo, mentre le autorità libiche danno una stima approssimativa di 50. I soccorritori hanno visto 20 persone, ma a quel punto il gommone era già semiaffondato. “Meglio morire che tornare in Libia”, raccontano i tre sopravvissuti. Sotto shock, in ipotermia e traumatizzati, i superstiti sono stati accolti a Lampedusa. Hanno parlato delle “violenze e gli abusi” cui sono stati sottoposti in Libia. “Siamo rimasti tre ore in mare, sperando che qualcuno si accorgesse di noi”, hanno detto ai soccorritori.  (LO SPECIALE MIGRANTI).

Guardia Costiera: notizia girata ad autorità libica

La Guardia Costiera ha spiegato che “l’operazione di soccorso, sotto il coordinamento libico, si è conclusa nella notte di ieri dopo l’intervento di un elicottero della Marina Militare italiana, che ha tratto in salvo tre naufraghi. Una nave mercantile dirottata dai libici, giunta in zona, ha effettuato un’attività di ricerca non trovando alcuna traccia del gommone”. La Guardia Costiera italiana ha poi precisato di aver “immediatamente verificato che la Guardia Costiera libica fosse a conoscenza dell’evento in corso all’interno della sua area di responsabilità (la cosiddetta SAR, ndr), assicurando alla stessa la massima collaborazione”. Alla ONG Ong Sea Watch, che per prima aveva avvistato il gommone e aveva chiesto di poter intervenire, la Guardia Costiera aveva replicato che il naufragio era avvenuto in acque di competenza delle autorità libiche.

Queste cose non devono capitare.

CHI HA SBAGLIATO DEVE PAGARE !!!!

Castrignano del Capo (Lecce), ordina l’acqua al bar ma nel bicchiere c’è il detersivo: 28enne in gravi condizioni

Foto di repertorio

Ordina l’acqua al bar ma nel bicchiere c’è il detersivo: 28enne in gravi condizioni

Un uomo è ricoverato in prognosi riservata dopo aver ingerito il brillantante per la lavastoviglie in un bar di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce

Castrignano del Capo (Lecce), ordina l’acqua al bar ma nel bicchiere c’è il detersivo: 28enne in gravi condizioni
„opo aver bevuto del brillantante un ragazzo di 28 anni è stato ricoverato in prognosi nel reparto di rianimazione dell’ospedale ‘Panico’ di Tricase. Il giovane aveva chiesto un bicchiere d’acqua in un bar di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce, ma invece ha bevuto il liquido per la lavastoviglie. Le sue condizioni sono molto gravi. I sanitari hanno dovuto asportargli parte dello stomaco a causa dell’acido ingerito.“
Castrignano del Capo (Lecce), ordina l’acqua al bar ma nel bicchiere c’è il detersivo: 28enne in gravi condizioni
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tricase che hanno avviato le attività di polizia giudiziaria ascoltando le persone presenti, due baristi e il titolare, e visionando le immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza. In questo modo hanno potuto ricostruire l’accaduto. Poco prima del tragico incidente erano in corso operazioni di ricarica e di manutenzione della lavastoviglie e uno dei baristi ha svuotato una bottiglia di acqua e l’ha riempita di brillantante utilizzato per l’elettrodomestico appoggiandola sul bancone.

A un certo punto nel bar è entrato il cliente che ha chiesto un bicchiere d’acqua che peraltro gli serviva per prendere una compressa di un medicinale. Il secondo barista, in maniera del tutto accidentale, gli ha servito in un bicchiere il liquido che il cliente e ha ingerito. Nonostante la quantità non eccessiva, l’acido ha determinato subito un effetto devastante.

Sul posto oggi sono intervenuti oggi i carabinieri del Nucleo Antisofistazioni sanitarie il personale del Dipartimento di Prevenzione Sanitaria alimentare della Asl di Maglie. Presto potrebbe essere emesso un provvedimento amministrativo anche molto pesante nei confronti dell’esercizio commerciale. I carabinieri indagano con l’ipotesi di reato di lesioni personali colpose gravissime che è perseguibile di ufficio.

Articolo preso da: 

https://www.today.it/citta/beve-detersivo-bar-grave.html

Charlie Chaplin mori 40 anni fa.

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Con quella faccia un po’ così:

Charles Spencer Chaplin nasce il 16 aprile 1889, a Londra é morì a Corsier-sur-Vevey, 25 dicembre 1977.

Nasce a Londra nella tipica periferia suburbana. Il padre era guitto del musuc-hall detito al bere mentre la madre, mediocre cantante, in perenne difficoltà nel trovare lavoro, affida Charles e Sidney (fratello di quattro anni più vecchio) ad un orfanotrofio dove restano due anni.

Le più belle citazioni e frasi di Charles Chaplin sulla vita:

¤Non sono cittadino di nessun posto, non ho bisogno di documenti e non ho mai provato un senso di patriottismo per alcun paese, ma sono un patriota dell’umanità nel suo complesso. Io sono un cittadino del mondo.

¤Il ridicolo è un atteggiamento di sfida: dobbiamo ridere in faccia alla tragedia, alla sfortuna e alla nostra impotenza contro le forze della natura, se non vogliamo impazzire.

¤Un giorno senza sorriso è un giorno perso.

¤Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… e anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perché il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante!

¤Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un’ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, una parola per ferirla, ma poi tutta una vita per dimenticarla!

¤L’uomo è un animale addomesticato che per secoli ha comandato sugli altri animali con la frode, la violenza e la crudeltà.

¤Attraverso la comicità vediamo l’irrazionale in ciò che sembra razionale, il folle in ciò che sembra sensato, l’insignificante in ciò che sembra pieno di importanza.

 

Foto presa da : https://www.google.com/search?q=charlie+chaplin&client=ms-android-samsung&prmd=ivn&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=2ahUKEwjasOed0vnfAhVBbVAKHdy3CZMQ_AUoAXoECAwQAQ&cshid=1547894051970&biw=360&bih=560

Video presi da: https://m.youtube.com.