NON VI DROGATE!!!

2019-04-27 19.04.01

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Cannabis: vietare il Festival di Milano. Serve responsabilita’.

La nostra richiesta di impedire il Festival della cannabis a Milano è fondata, anche perché a Milano, una delle città dove si consuma e si spaccia più droga in Europa, servono educazione, informazione, prevenzione. Non certo l’apologia di uno tra gli stupefacenti arcinoti tra i giovani per essere la prima tappa nelle tossicodipendenze.

Se della canapa si possa fare o meno un utilizzo terapeutico, diverso da quello, assai pericoloso, come droga rivolta soprattutto ai giovani, saranno i medici a dirlo. Certo non gli organizzatori dell’Hemp Fest, il festival della cannabis. E non basta certo lo slogan ambiguo ”io non sono una droga” col quale gli organizzatori hanno regalato centinaia di piantine di cannabis. Siamo chiamati a un gesto di responsabilità: il Festival della cannabis deve essere vietato.

Articolo preso da : https://www.mariastellagelmini.it/cannabis-vietare-il-festival-di-milano-serve-responsabilita/

Milano, polemiche per il festival della cannabis light. Sala: “Manifesto pericoloso, può essere frainteso”

Gli organizzatori del festival: “Viene usata la canapa sativa, proveniente da varietà certificate e con valori di THC inferiori ai limiti di legge, cioè per definizione normativa non una droga”. Il sindaco scrive all’Agcom.

La ‘4.20 Hemp Fest’, il festival internazionale della cannabis in programma dal 3 al 5 maggio, è pubblicizzata per le strade di Milano con manifesti che raffigurano una grande foglia della pianta e la scritta: ‘Io non sono una droga’. Un messaggio che ha sollevato numerose polemiche in campo politico, dalla destra alla sinistra, sulla rassegna con 150 espositori, imprenditori che declinano in vari settori la versatilità della canapa. “Chiedo al ministro dell’Interno Matteo Salvini e al Comune di Milano di bloccare immediatamente questa manifestazione – ha scritto su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni – perchè viene pubblicizzato un messaggio devastante”.

Sul tema è intervenuto anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, rispondendo alle domande dei cronisti a margine della ‘Colazione col sindaco’, nella quale ha incontrato i cittadini del quartiere Stadera, a sud di Milano. “Al festival si parla di canapa industriale, e questa è una realtà – ha spiegato – il manifesto è sbagliato, odioso, pericoloso perchè un ragazzo giovane non distingue, vede una foglia di canapa, e può arrivare a pensare che la marijuana sia legale”. A tale proposito “il Comune ha fatto due cose – ha illustrato -: ci siamo rivolti all’Agcom, che non ha ancora risposto, segnalando il manifesto; poi ho chiesto al vicesindaco di parlare direttamente con i promotori del festival chiedendo loro di intervenire immediatamente” per togliere i manifesti. “Per essere preciso – ha concluso – io non credo che si possa vietare l’evento in sè, ma credo che quel manifesto non vada assolutamente bene, quindi che lo si rimuova e una cosa del genere non abbia più a ripetersi”.

Anche la presidente di Forza Italia, Maristella Gelmini, non gradisce e chiede di “vietare” la fiera ospitata negli East End Studios di via Mecenate: “La nostra richiesta di impedire il Festival della cannabis a Milano è fondata, anche perchè a Milano, una delle città dove si consuma e si spaccia più droga in Europa, servono educazione, informazione, prevenzione”. Nei giorni scorsi, si era espressa anche la consigliera del Pd Alice Arienta che ha segnalato all’authority competente, Agcom, “la pubblicità ingannevole che sta accompagnando l’evento perchè si tratta di un messaggio fuorviante con cui si vuole normalizzare il consumo di sostanze psicotrope”. Gli organizzatori del festival, sottolineando che si tratta già della terza edizione della rassegna, ritengono però che a essere tradito sia stato il loro messaggio, sulla base di “pregiudizi che impediscono al Paese di sviluppare la filiera produttiva agro – industriale incentivata e promossa dalla legge 242 del 2016 che, in pochi anni, ha già dimostrato di avere i numeri e le potenzialità per competere nel mercato globale”.

“Proprio per questo motivo – spiegano – abbiamo scelto, tra i vari claims promozionali dell’evento, anche lo slogan ‘Io non sono una droga’ perchè la canapa è una pianta industriale dalle molteplici applicazioni che non ha niente a che vedere con la droga. Nessun ‘messaggio devastante’, bensì la semplice realtà dei fatti, suffragata dalla legge e confermata dalla dottrina e dalla giurisprudenza”. Protagonista del festival, precisano, è “la canapa sativa, proveniente da varietà certificate e con valori di THC (uno dei principali cannabinoidi presenti nella pianta, ndr) inferiori ai limiti di legge, cioè per definizione normativa non una droga”.

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Si può andare in overdose da marijuana?

La morte di un bambino negli Stati Uniti è stata presentata come la prima per overdose da cannabis. Secondo gli esperti, però, è improbabile che sia così.

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Un bambino di 11 mesi è morto nel 2015 in un ospedale in Colorado per arresto cardiaco, poche ore dopo essersi sentito male: alcuni mesi fa, due dei medici che hanno seguito il piccolo paziente, hanno riportato la descrizione del suo caso su una rivista medica, ipotizzando che potesse trattarsi del primo caso di morte per overdose da marijuana.

La notizia ha fatto molto scalpore, soprattutto negli Stati Uniti, perché di fatto la cannabis, rispetto alle altre, è considerata una droga sicura, e non esistono casi accertati di morte legate al fumo e al suo consumo. Che cosa c’è di vero in questa vicenda? E possiamo davvero ritenere la cannabis come una sostanza che non dà overdose?

LA STORIA. Thomas Nappe e Christopher Hoyte, i due medici, hanno scritto che il bambino, senza alcun problema di salute, è stato portato al pronto soccorso dai genitori dopo aver avuto un attacco di convulsioni. Mentre si trovava in ospedale, il piccolo è stato colpito da un arresto cardiaco in seguito al quale, nonostante i tentativi di rianimarlo, è morto.

L’autopsia ha in seguito rivelato una miocardite, una infiammazione del muscolo cardiaco che nella maggior parte dei casi è causata da infezioni virali o batteriche, ma che può anche essere provocata da sostanze tossiche o da allergie.

Nel caso del bambino, i medici non sono riusciti a identificare alcuna causa infettiva, mentre le analisi hanno rivelato che nel sangue e nell’urina del piccolo erano presenti livelli elevati di THC, il principio attivo della cannabis. La quantità osservata era secondo i due medici compatibile con l’ingestione di qualche prodotto commestibile a base di cannabis. I genitori, comunque, hanno ammesso di aver fumato regolarmente marijuana e di essere in possesso anche di altre droghe.

ASSOCIAZIONE O CAUSA? In conclusione all’articolo, i due autori hanno ipotizzato “una relazione plausibile” tra la miocardite che poi ha portato alla morte il bambino e la cannabis. Dato il clamore suscitato dalla notizia, riportata da vari media come il primo caso di morte per overdose da marijuana, gli autori dello studio hanno fatto pubblicamente alcune precisazioni.

Innanzitutto, hanno ribadito di aver parlato di “associazione” tra l’esposizione al fumo o l’ingestione della cannabis e la miocardite, non di un rapporto di causa effetto. Inoltre, hanno sottolineato la necessità di studiare meglio casi di questo genere. Diversi altri esperti, però, si sono detti scettici.

CANNABIS E CUORE. Il più ampio rapporto sugli effetti sulla salute della cannabis, pubblicato quest’anno dalla National Academies of Science americana, non ha trovato evidenze conclusive di un rapporto tra uso di marijuana e aumento del rischio di infarto, che è stato a lungo uno degli effetti temuti.

E nonostante alcuni studi abbiano avanzato sospetti su un legame tra fumo di marijuana e altri problemi cardiaci, tra cui la miocardite (anche se mai una morte), si tratta di casi molto rari e difficili da confermare. Anche nel triste episodio del bambino, la maggior parte degli esperti concorda sul fatto che è difficile stabilire una conclusione, e che un caso singolo non è sufficiente a stabilire un nesso sicuro. I fattori che hanno provocato la miocardite, anche se non è stata accertata una causa infettiva, potrebbero essere tanti.

RISCHI AUMENTATI PER I BAMBINI. Quel che è certo è che, con la legalizzazione della marijuana in molti stati americani (sono ormai 37 quelli in cui l’uso ricreativo o per scopi medici è consentito), è aumentato il rischio che i bambini vi entrino in contatto accidentalmente, per esempio mangiando i dolciumi che la contengono. Questi prodotti contengono spesso concentrazioni molto alte del principio attivo, e possono essere eccezionalmente tossici per bambini piccoli.

Il Colorado, dove il consumo è libero, proprio per ovviare al problema dell’ingestione accidentale ha imposto delle restrizioni sulla fattura dei prodotti edibili a base di marijuana: i dolci che la contengono non possono somigliare a normali caramelle per bambini o avere forme che possono attrarli, come quelle di animaletti, frutta o personaggi.

Articolo preso da : https://www.focus.it/scienza/salute/overdose-da-marijuana

VOI COSA NE PENSATE?

Un pensiero su “NON VI DROGATE!!!

  1. Che non sono un consumatore di cannabis o di altre sostanze stupefacenti, ma che gli estensori dell’articolo di sicuro ne fanno abuso, dal momento che la scienza ha stabilito ben altri parametri e risultati al riguardo dell’uso di marijuana. E che la notizia della morte del bambino sia soltanto una bufala stiracchiata, al punto da sembrare un arrampicarsi sullo specchio da parte dei suddetti estensori.
    Ben venga tutto ciò che può servire a sfatare paranoie interessate al riguardo degli stupefacenti, come anche la 4.20. Ogni iniziativa che può contribuire a smontare il monopolio delle mafie sullo spaccio di stupefacenti è benvenuta…

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