Pensieri e poesia di Elèonore G. Liddell.


“Non ti sogno.
Ti desidero, ti spero, ti lambisco di pemsieri, ma non ti sogno.
Non ti voglio sognare.
Perché nei sogni ci appaiono le persone distanti, che non possiamo avere vicine.
E non ti voglio sognare perché nei sogni prendono forma le persone irraggiungibili. Le cose irraggiungibili. Le azioni impossibili.
Io voglio che tu sia realtà. Qui, accanto a me. Raggiungibile ad un battito d’occhi, così come io sono raggiungibile a te quando vuoi, puoi, quando ne hai bisogno. Sempre.
E nulla è impossibile nella realtà, nulla tanto distante.
Quindi no, non voglio sognarti.
Voglio realizzarti.”

Don Palmiro Prisutto e l’inquinamento ad Augusta.


Puntata Laudato Si’. Don Palmiro Prisutto racconta della tragica situazione dell’inquinamente di Augusta.

Iscrivetevi io sto con don Palmiro Prisutto : https://m.facebook.com/iostocondonpalmiroprisutto/?locale2=it_IT

Chiedo rispettosamente alle istituzioni in indirizzo di non rispondere a questa lettera con il linguaggio di chi abitualmente se ne lava le mani scaricando ad altri competenze e responsabilità. Ancora una volta siete invitati, come rappresentanti istituzionali, a essere presenti nella chiesa Madre di Augusta il prossimo 28 settembre 2018 alle 18,30 per partecipare alla 54esima messa per la vita”. Si conclude così l’ennesima lettera inviata, ieri, ai presidenti della Repubblica e della Regione, ai ministri dell’Ambiente e della Salute e al prefetto di Siracusa da don Palmiro Prisutto, il battagliero arciprete di Augusta, che dal 1986 chiede alle istituzioni di “voler intervenire per la risoluzione delle problematiche ambientali e sanitarie riguardanti le città di Augusta, Priolo, Melilli e anche SiracusaDevo prendere atto che – scrive nella missiva – dalle risposte ufficiali avute negli anni trascorsi le istituzioni sono certamente a conoscenza della rilevante situazione di disagio e di degrado in cui versano non solo le città nominate ma soprattutto gli abitanti di esse. Delle problematiche vissute dagli abitanti di questo territorio  da quasi settanta anni  se ne sono interessate non solo le istituzioni sanitarie nazionali ed anche mondiali, ma anche il mondo dell’informazione, dentro e fuori i confini nazionali“.

Tutti, dalla stampa, al web alla televisione e perfino anche il  cinema conoscono ormai la realtà megarese  e il problema dell’inquinamento colloca il caso Augusta tra le prime posizioni perfino in Europa.

Quello che mi addolora e mi stupisce – afferma -, non solo a livello personale è proprio il fatto che, di fronte al forte grido di sofferenza che si eleva forte da decenni da questo territorio le istituzioni, che pur conoscono bene non hanno invece saputo dare quelle adeguate e coerenti risposte che i cittadini si aspettavano. Anzi sembra che esista una sorta di progetto intenzionale mirante ad annientare definitivamente, in modo particolare, la città di Augusta”.

Poi ricorda che Augusta, è la seconda città in provincia dopo il capoluogo è ridotta “quasi a una città fantasma“, pur avendo prodotto e contando a farlo, con il suo porto e il tessuto economico, tra l’1 e il 2% del Pil, anziché avere tutte le attenzioni del caso quale realtà produttiva, “ha dovuto subire irragionevolmente il ridimensionamento dell’ospedale, la chiusura di molti servizi pubblici, ma soprattutto l’emigrazione di centinaia di giovani.  A tutto questo occorre aggiungere anche il fatto che – prosegue – per i notissimi motivi ecologico-ambientali la situazione igienico – sanitaria del comprensorio territoriale è precipitata e ormai ha raggiunto livelli del tutto inaccettabili“.

Da qui la necessità di richiamare le istituzioni, che, però, al momento non danno risposte: “abbiamo istituzioni incapaci perché colpevolmente non sono in grado di affrontare le problematiche vere denunciate nelle lettere (vedi caso mancate bonifiche rada, oppure codarde che – continua – per il loro quieto vivere preferiscono non solo non rispondere alle legittime istanze dei cittadini, ma anche non agire perché non sono più in grado di gestire una situazione diventata difficile o insostenibile come nel caso della situazione sanitaria di Augusta, dove il cancro ed altre patologie stanno letteralmente annientando la popolazione. Almeno due casi in Italia stanno mettendo in discussione la credibilità delle istituzioni e in cui emerge in tutta la sua drammaticità il conflitto lavoro e salute: Augusta e Taranto. Non credo che alcune istituzioni verranno mai ad Augusta – conclude don Palmiro – per partecipare ad una delle messe del 28: la loro presenza sarebbe senz’altro compromettente. Significherebbe non solo dare riconoscimento al problema reale, ma soprattutto sarebbe il riconoscimento di una strage deliberatamente nascosta, che dura ormai da quasi settanta anni. Più facile, invece, essere presenti ai funerali delle vittime di un sisma, (nel 1990 neanche questo per Augusta), di una valanga, di un’alluvione, del crollo di un edificio o di un ponte, ma non essere presenti alla celebrazione che ricorda una strage il cui numero imprecisato di vittime è molto più consistente di tante altre stragi messe insieme”.

Articolo preso da : http://www.augustanews.it/augusta-don-prisutto-scrive-di-nuovo-alle-istituzioni-non-rispondete-con-il-solito-linguaggio-ma-venite-alla-messa-del-28-settembre/

Le donne vanno tutelate!!!


Orrore a Milano: donna decapitata, fatta a pezzi e bruciata.

Le hanno tagliato testa, braccia e gambe. E poi le hanno dato fuoco. Una modalità atroce, che porta alla mente l’efferato delitto di Pamela Mastropietro. È accaduto ieri notte a Milano, dove il corpo di una donna (questo secondo le prime indiscrezioni) è stato ritrovato dai vigili del fuoco, vicino al parco Walter Chiari, nella zona Nord della città.

Il cadavere decapitato e carbonizzato è stato rinvenuto in una sorta di discarica a cielo aperto al termine dello spegnimento di un incendio. Le modalità particolarmente cruente dell’assassinio fanno pensare a un uomo che ha perso la testa e che poi ha cercato di rendere irriconoscibile la sua vittima con una modalità di azione grossolana e maldestra.

Al cadavere trovato carbonizzato in via Cascina dei Prati, a Milano, non è stata tagliata solo la testa ma anche le braccia e le gambe all’altezza delle ginocchia. Le varie parti del corpo fatte a pezzi, insieme alla testa, sono state trovate a fianco del cadavere, abbandonato a lato di un gabbiotto per la raccolta della spazzatura di un condominio. Sul posto vigili del fuoco, la polizia, il pm e alcuni curiosi. Di fronte al gabbiotto si nota la bombola di gas che si trovava vicino all’incendio e che non è scoppiata.

Cosa ne pensate?


Emmanuel Macron e la fedelissima, video di insulti contro Matteo Salvini in piazza: l’ultima vergogna francese.

Ancora una volta nel mirino di Emmanuel Macron ci finiscono l’Italia e Matteo Salvini. Il galletto francese e i suoi uomini lanciano la campagna elettorale in vista delle Elezioni europee attaccando il leghista e Marine Le Pen. “Vogliono ritornare indietro, all’Europa del nazionalismo. Non lasciamoli vincere”, ha urlato dal palco sabato Nathalie Loiseau, capolista per en Marche alla tornata elettorale, protagonista di un vero e proprio show. Ovviamente, quel “loro” è riferito a Salvini e Le Pen. Ma non è finita. Nel corso della manifestazione a Parigi è stata proposta anche una videoclip appositamente realizzataper la campagna, in cui vengono mostrati i volti dei “nemici”: la leader del Front National e quello del vicepremier leghista. Indigeribile la scritta che campeggia sotto ai loro faccioni: “Quelli che odiano l’Europa“. Già, che “odiano” l’Europa. Quando in verità vorrebbero semplicemente, ma profondamente, cambiarla.

Cosa ne pensate?


 

Luca Zaia dice che l’unica patologia è l’omofobia, non l’omosessualità.

Lo ha detto al Congresso Mondiale delle Famiglie, senza raccogliere molta approvazione da parte del pubblico.

Oggi a Verona è iniziato il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF), che riunisce moltissime persone con idee molto conservatrici sulla famiglia e i diritti sociali e civili, tanto da essere definito il movimento globale antiabortista, antifemminista e anti-LGBTQI. Negli scorsi giorni se n’era molto parlato per il patrocinio prima concesso e poi ritirato da parte della presidenza del Consiglio dei ministri, e per le polemiche nate tra alcuni membri del governo sull’opportunità o meno di partecipare. A patrocinare l’evento c’è anche la regione Veneto il cui presidente, Luca Zaia, oggi è intervenuto criticando però chi – come molti dei partecipanti al Congresso – considera l’omosessualità una malattia, e sostenendo che la vera malattia sia l’omofobia:

«Utilizzate questo palcoscenico per parlare anche di temi che magari sono più ostici come il tema dell’omofobia, e lo dico da eterosessuale convinto: mi auguro che qui si possa chiarire una volta per tutte che l’omofobia è una patologia»

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L’intervento di Zaia, accolto da pochissimi applausi in sala, era stato anticipato da un’intervista al Corriere della Sera, dove aveva spiegato la sua posizione rispetto alle idee sostenute dai movimenti che partecipano al Congresso. «Dicono che sarà una manifestazione contro i gay?», aveva detto Zaia a Marco Cremonesi. «Vorrà dire che sarò io a portare il pensiero che se in questa discussione c’è una patologia è l’omofobia, non l’omosessualità […] Io credo che si sia acceso un dibattito esagerato, fuori contesto. Al punto che i nemici del congresso sono stati i veri pr della protesta, i suoi grandi comunicatori. Se non ci fosse stata da parte loro tutta questa pubblicità, l’appuntamento sarebbe stato per addetti ai lavori».

Nell’intervista Zaia ha aggiunto che tutti devono essere liberi di esprimere le proprie idee, senza sfociare negli “-ismi”: «non il fondamentalismo cattolico, non il liberismo senza equilibrio». Zaia ha parlato anche dell’aborto e della legge 194, a cui i partecipanti del Congresso sono contrari: «In Italia c’è una legge e non va toccata. Quando non c’era, non è che chi voleva abortire non lo facesse. E non è a causa della legge, che chi non vuole debba abortire per forza. È una questione delicatissima che riguarda molto più le coscienze che non la legge. Semmai, si può dire che è disattesa la parte sui servizi da offrire alle donne che intendono fare questa scelta: assistenza, consulenza e rappresentazione».

Articolo preso da : https://www.ilpost.it/2019/03/29/luca-zaia-omofobia-congresso-mondiale-delle-famiglie/

DITE LA VOSTRA!!


Il Congresso delle famiglie fa litigare il governo?

O fanno finta, come al solito? Salvini accusa Conte sulle adozioni, Di Maio dice che Salvini non sa le cose, Conte dice che è colpa di Fontana, che dice che è colpa di Conte.

Il discusso Congresso Mondiale delle Famiglie in corso a Verona ha contributo a fare emergere nuove divisioni, e qualche litigio pubblico, all’interno della coalizione di governo di Movimento 5 Stelle e Lega. Nei loro interventi durante il Congresso, diversi ministri a partire da Matteo Salvini (Interno) hanno criticato alcune scelte del governo o fatto allusioni alle dichiarazioni di altri loro colleghi scettici nei confronti dell’iniziativa di Verona. Da una parte c’è la Lega che di fatto sostiene il Congresso e molti dei suoi temi, dall’altro il Movimento 5 Stelle che ha preso le distanze e non ha partecipato all’evento.

Il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF), riunisce il cosiddetto “movimento globale” antiabortista, antifemminista e anti-LGBTQI ed è considerato come “gruppo d’odio” da diverse organizzazioni, a cominciare dal Southern Poverty Law Center, associazione senza fini di lucro statunitense impegnata nella tutela dei diritti delle persone. Qui abbiamo raccontato estesamente di cosa si tratta.

L’intervento più atteso di sabato al suddetto Congresso era quello del ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, il rappresentante più importante del governo italiano ad avere deciso di partecipare al WCF. Ha tenuto un breve discorso dal palco, dicendo di essere “al fianco” dei partecipanti al Congresso, ha citato più volte il “buon Dio”, attaccato “i comunisti”, e ha criticato i cortei e le manifestazioni organizzate dalle associazioni femministe che si stavano tenendo a Verona contro l’evento: “Alle femministe dico che per le donna la vera emergenza è l’Islam e non il congresso di Verona”.

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Durante parte del discorso, Salvini è apparso nervoso e ha fatto diverse allusioni al M5S. Il nervosismo era probabilmente legato alle dichiarazioni degli esponenti del Movimento 5 Stelle contrari al Congresso di Verona. Lo stesso capo politico del M5S, Luigi Di Maio, aveva definito l’evento in modo piuttosto duro: “Ci sono i fanatici che usano argomenti medievali e nulla di cui si sta discutendo in quella sede è oggetto dell’agenda di governo”.

Salvini ha risposto alludendo a Di Maio: “Lo dico con massimo rispetto a qualche distratto amico di governo che pensa che qua dentro ci sia un ritorno al passato. Qua dentro si prepara il futuro. E se parlare di papà, mamme e figli significa essere sfigati, sono orgoglioso di essere sfigato”. In una circostanza precedente, Di Maio aveva parlato di una “destra di sfigati”.

Le accuse sulle adozioni
Salvini ha poi attaccato Vincenzo Spadafora, sottosegretario di governo del M5S, che aveva escluso di fare nuove future alleanze con la Lega: “Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono più di 30mila famiglie che attendono di adottare un bambino”. Salvini ha poi spostato la critica verso il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Sul tema adozioni mi aspetto di più dal presidente del Consiglio, che ha nominato la Commissione adozioni internazionali che la sinistra aveva affossato e imbalsamato per anni, senza interpellare il ministro con delega alla famiglia”.

Le dichiarazioni di Salvini – piuttosto inusuali, prima che tutto diventasse inusuale, che un vicepresidente del Consiglio dicesse pubblicamente al Presidente del Consiglio cosa deve fare – hanno portato la presidenza del Consiglio a diffondere una breve nota per smentirle: “La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri è attualmente ed è sempre stata in capo al ministro della Lega, Lorenzo Fontana”. Conte ha mantenuto solamente la delega di presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Senza citarlo direttamente, c’è poi una critica diretta a Salvini: “Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare, altrimenti si fa confusione”.

L’occasione è stata colta anche da Di Maio per aggiungere qualche critica a Salvini: “Almeno le deleghe si dovrebbe leggerle prima di accusare qualcuno. La delega alle adozioni non è del sottosegretario Spadafora: è una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Fontana in compartecipazione. Evitiamo di dire cose inesatte”.

Repubblica segnala come le cose si siano ulteriormente complicate quando “fonti del ministero della Famiglia hanno fatto trapelare alle agenzie di stampa” che Fontana avrebbe richiesto da tempo di rinunciare alla delega sulle adozioni internazionali, dopo la nomina della Commissione adozioni internazionali da parte di Conte. La presidenza del Consiglio ha però smentito questa circostanza, sostenendo che la delega sia ancora di Fontana.

La controversia sulle adozioni riguarda proprio Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia della Lega che più di tutti ha sostenuto con convinzione il WCF, tanto da dare il patrocinio del suo ministero all’evento. Fontana in passato ha fatto spesso dichiarazioni contro le coppie di fatto, dicendo di essere per la “famiglia naturale”. Nel corso del WCF, Fontana ha detto di volere aiutare le famiglie a “fare più figli” e a non sentirsi discriminate. Fontana ha anche detto che la Lega: “Non è contro le donne che lavorano: fare un bambino è addirittura positivo per le aziende perché le mamme sono più responsabili”.

Nel complesso, il WCF ha reso più chiare le divisioni all’interno del governo soprattutto sui temi dei diritti. Sulle politiche per le famiglie, le adozioni, le unioni civili e la legge 194 (che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza) la Lega e il M5S hanno idee molto diverse e difficilmente conciliabili. Lo scontro delle ultime ore è stato amplificato dalla campagna elettorale ormai in corso per le prossime elezioni europee, dove il M5S ha la necessità di recuperare sulla Lega, che ha ottenuto risultati importanti nelle elezioni amministrative degli ultimi mesi. È vero però che la coalizione di governo viene ciclicamente dipinta “sull’orlo” della rottura da molti mesi, e che le tensioni non hanno impedito finora l’accordo su molte decisioni concrete importanti.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.ilpost.it/2019/03/31/congresso-famiglie-governo-salvini-di-maio/amp/