Pensieri e poesia di Elèonore G. Liddell.


“Non ti sogno.
Ti desidero, ti spero, ti lambisco di pemsieri, ma non ti sogno.
Non ti voglio sognare.
Perché nei sogni ci appaiono le persone distanti, che non possiamo avere vicine.
E non ti voglio sognare perché nei sogni prendono forma le persone irraggiungibili. Le cose irraggiungibili. Le azioni impossibili.
Io voglio che tu sia realtà. Qui, accanto a me. Raggiungibile ad un battito d’occhi, così come io sono raggiungibile a te quando vuoi, puoi, quando ne hai bisogno. Sempre.
E nulla è impossibile nella realtà, nulla tanto distante.
Quindi no, non voglio sognarti.
Voglio realizzarti.”

Don Palmiro Prisutto e l’inquinamento ad Augusta.


Puntata Laudato Si’. Don Palmiro Prisutto racconta della tragica situazione dell’inquinamente di Augusta.

Iscrivetevi io sto con don Palmiro Prisutto : https://m.facebook.com/iostocondonpalmiroprisutto/?locale2=it_IT

Chiedo rispettosamente alle istituzioni in indirizzo di non rispondere a questa lettera con il linguaggio di chi abitualmente se ne lava le mani scaricando ad altri competenze e responsabilità. Ancora una volta siete invitati, come rappresentanti istituzionali, a essere presenti nella chiesa Madre di Augusta il prossimo 28 settembre 2018 alle 18,30 per partecipare alla 54esima messa per la vita”. Si conclude così l’ennesima lettera inviata, ieri, ai presidenti della Repubblica e della Regione, ai ministri dell’Ambiente e della Salute e al prefetto di Siracusa da don Palmiro Prisutto, il battagliero arciprete di Augusta, che dal 1986 chiede alle istituzioni di “voler intervenire per la risoluzione delle problematiche ambientali e sanitarie riguardanti le città di Augusta, Priolo, Melilli e anche SiracusaDevo prendere atto che – scrive nella missiva – dalle risposte ufficiali avute negli anni trascorsi le istituzioni sono certamente a conoscenza della rilevante situazione di disagio e di degrado in cui versano non solo le città nominate ma soprattutto gli abitanti di esse. Delle problematiche vissute dagli abitanti di questo territorio  da quasi settanta anni  se ne sono interessate non solo le istituzioni sanitarie nazionali ed anche mondiali, ma anche il mondo dell’informazione, dentro e fuori i confini nazionali“.

Tutti, dalla stampa, al web alla televisione e perfino anche il  cinema conoscono ormai la realtà megarese  e il problema dell’inquinamento colloca il caso Augusta tra le prime posizioni perfino in Europa.

Quello che mi addolora e mi stupisce – afferma -, non solo a livello personale è proprio il fatto che, di fronte al forte grido di sofferenza che si eleva forte da decenni da questo territorio le istituzioni, che pur conoscono bene non hanno invece saputo dare quelle adeguate e coerenti risposte che i cittadini si aspettavano. Anzi sembra che esista una sorta di progetto intenzionale mirante ad annientare definitivamente, in modo particolare, la città di Augusta”.

Poi ricorda che Augusta, è la seconda città in provincia dopo il capoluogo è ridotta “quasi a una città fantasma“, pur avendo prodotto e contando a farlo, con il suo porto e il tessuto economico, tra l’1 e il 2% del Pil, anziché avere tutte le attenzioni del caso quale realtà produttiva, “ha dovuto subire irragionevolmente il ridimensionamento dell’ospedale, la chiusura di molti servizi pubblici, ma soprattutto l’emigrazione di centinaia di giovani.  A tutto questo occorre aggiungere anche il fatto che – prosegue – per i notissimi motivi ecologico-ambientali la situazione igienico – sanitaria del comprensorio territoriale è precipitata e ormai ha raggiunto livelli del tutto inaccettabili“.

Da qui la necessità di richiamare le istituzioni, che, però, al momento non danno risposte: “abbiamo istituzioni incapaci perché colpevolmente non sono in grado di affrontare le problematiche vere denunciate nelle lettere (vedi caso mancate bonifiche rada, oppure codarde che – continua – per il loro quieto vivere preferiscono non solo non rispondere alle legittime istanze dei cittadini, ma anche non agire perché non sono più in grado di gestire una situazione diventata difficile o insostenibile come nel caso della situazione sanitaria di Augusta, dove il cancro ed altre patologie stanno letteralmente annientando la popolazione. Almeno due casi in Italia stanno mettendo in discussione la credibilità delle istituzioni e in cui emerge in tutta la sua drammaticità il conflitto lavoro e salute: Augusta e Taranto. Non credo che alcune istituzioni verranno mai ad Augusta – conclude don Palmiro – per partecipare ad una delle messe del 28: la loro presenza sarebbe senz’altro compromettente. Significherebbe non solo dare riconoscimento al problema reale, ma soprattutto sarebbe il riconoscimento di una strage deliberatamente nascosta, che dura ormai da quasi settanta anni. Più facile, invece, essere presenti ai funerali delle vittime di un sisma, (nel 1990 neanche questo per Augusta), di una valanga, di un’alluvione, del crollo di un edificio o di un ponte, ma non essere presenti alla celebrazione che ricorda una strage il cui numero imprecisato di vittime è molto più consistente di tante altre stragi messe insieme”.

Articolo preso da : http://www.augustanews.it/augusta-don-prisutto-scrive-di-nuovo-alle-istituzioni-non-rispondete-con-il-solito-linguaggio-ma-venite-alla-messa-del-28-settembre/

Le donne vanno tutelate!!!


Orrore a Milano: donna decapitata, fatta a pezzi e bruciata.

Le hanno tagliato testa, braccia e gambe. E poi le hanno dato fuoco. Una modalità atroce, che porta alla mente l’efferato delitto di Pamela Mastropietro. È accaduto ieri notte a Milano, dove il corpo di una donna (questo secondo le prime indiscrezioni) è stato ritrovato dai vigili del fuoco, vicino al parco Walter Chiari, nella zona Nord della città.

Il cadavere decapitato e carbonizzato è stato rinvenuto in una sorta di discarica a cielo aperto al termine dello spegnimento di un incendio. Le modalità particolarmente cruente dell’assassinio fanno pensare a un uomo che ha perso la testa e che poi ha cercato di rendere irriconoscibile la sua vittima con una modalità di azione grossolana e maldestra.

Al cadavere trovato carbonizzato in via Cascina dei Prati, a Milano, non è stata tagliata solo la testa ma anche le braccia e le gambe all’altezza delle ginocchia. Le varie parti del corpo fatte a pezzi, insieme alla testa, sono state trovate a fianco del cadavere, abbandonato a lato di un gabbiotto per la raccolta della spazzatura di un condominio. Sul posto vigili del fuoco, la polizia, il pm e alcuni curiosi. Di fronte al gabbiotto si nota la bombola di gas che si trovava vicino all’incendio e che non è scoppiata.

Cosa ne pensate?


Emmanuel Macron e la fedelissima, video di insulti contro Matteo Salvini in piazza: l’ultima vergogna francese.

Ancora una volta nel mirino di Emmanuel Macron ci finiscono l’Italia e Matteo Salvini. Il galletto francese e i suoi uomini lanciano la campagna elettorale in vista delle Elezioni europee attaccando il leghista e Marine Le Pen. “Vogliono ritornare indietro, all’Europa del nazionalismo. Non lasciamoli vincere”, ha urlato dal palco sabato Nathalie Loiseau, capolista per en Marche alla tornata elettorale, protagonista di un vero e proprio show. Ovviamente, quel “loro” è riferito a Salvini e Le Pen. Ma non è finita. Nel corso della manifestazione a Parigi è stata proposta anche una videoclip appositamente realizzataper la campagna, in cui vengono mostrati i volti dei “nemici”: la leader del Front National e quello del vicepremier leghista. Indigeribile la scritta che campeggia sotto ai loro faccioni: “Quelli che odiano l’Europa“. Già, che “odiano” l’Europa. Quando in verità vorrebbero semplicemente, ma profondamente, cambiarla.

Cosa ne pensate?


 

Luca Zaia dice che l’unica patologia è l’omofobia, non l’omosessualità.

Lo ha detto al Congresso Mondiale delle Famiglie, senza raccogliere molta approvazione da parte del pubblico.

Oggi a Verona è iniziato il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF), che riunisce moltissime persone con idee molto conservatrici sulla famiglia e i diritti sociali e civili, tanto da essere definito il movimento globale antiabortista, antifemminista e anti-LGBTQI. Negli scorsi giorni se n’era molto parlato per il patrocinio prima concesso e poi ritirato da parte della presidenza del Consiglio dei ministri, e per le polemiche nate tra alcuni membri del governo sull’opportunità o meno di partecipare. A patrocinare l’evento c’è anche la regione Veneto il cui presidente, Luca Zaia, oggi è intervenuto criticando però chi – come molti dei partecipanti al Congresso – considera l’omosessualità una malattia, e sostenendo che la vera malattia sia l’omofobia:

«Utilizzate questo palcoscenico per parlare anche di temi che magari sono più ostici come il tema dell’omofobia, e lo dico da eterosessuale convinto: mi auguro che qui si possa chiarire una volta per tutte che l’omofobia è una patologia»

https://video.corriere.it/video-embed/79f03d62-5209-11e9-95de-b93fcff37bd3?playerType=embed&tipo_video=embed_norcs

L’intervento di Zaia, accolto da pochissimi applausi in sala, era stato anticipato da un’intervista al Corriere della Sera, dove aveva spiegato la sua posizione rispetto alle idee sostenute dai movimenti che partecipano al Congresso. «Dicono che sarà una manifestazione contro i gay?», aveva detto Zaia a Marco Cremonesi. «Vorrà dire che sarò io a portare il pensiero che se in questa discussione c’è una patologia è l’omofobia, non l’omosessualità […] Io credo che si sia acceso un dibattito esagerato, fuori contesto. Al punto che i nemici del congresso sono stati i veri pr della protesta, i suoi grandi comunicatori. Se non ci fosse stata da parte loro tutta questa pubblicità, l’appuntamento sarebbe stato per addetti ai lavori».

Nell’intervista Zaia ha aggiunto che tutti devono essere liberi di esprimere le proprie idee, senza sfociare negli “-ismi”: «non il fondamentalismo cattolico, non il liberismo senza equilibrio». Zaia ha parlato anche dell’aborto e della legge 194, a cui i partecipanti del Congresso sono contrari: «In Italia c’è una legge e non va toccata. Quando non c’era, non è che chi voleva abortire non lo facesse. E non è a causa della legge, che chi non vuole debba abortire per forza. È una questione delicatissima che riguarda molto più le coscienze che non la legge. Semmai, si può dire che è disattesa la parte sui servizi da offrire alle donne che intendono fare questa scelta: assistenza, consulenza e rappresentazione».

Articolo preso da : https://www.ilpost.it/2019/03/29/luca-zaia-omofobia-congresso-mondiale-delle-famiglie/

DITE LA VOSTRA!!


Il Congresso delle famiglie fa litigare il governo?

O fanno finta, come al solito? Salvini accusa Conte sulle adozioni, Di Maio dice che Salvini non sa le cose, Conte dice che è colpa di Fontana, che dice che è colpa di Conte.

Il discusso Congresso Mondiale delle Famiglie in corso a Verona ha contributo a fare emergere nuove divisioni, e qualche litigio pubblico, all’interno della coalizione di governo di Movimento 5 Stelle e Lega. Nei loro interventi durante il Congresso, diversi ministri a partire da Matteo Salvini (Interno) hanno criticato alcune scelte del governo o fatto allusioni alle dichiarazioni di altri loro colleghi scettici nei confronti dell’iniziativa di Verona. Da una parte c’è la Lega che di fatto sostiene il Congresso e molti dei suoi temi, dall’altro il Movimento 5 Stelle che ha preso le distanze e non ha partecipato all’evento.

Il Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, WCF), riunisce il cosiddetto “movimento globale” antiabortista, antifemminista e anti-LGBTQI ed è considerato come “gruppo d’odio” da diverse organizzazioni, a cominciare dal Southern Poverty Law Center, associazione senza fini di lucro statunitense impegnata nella tutela dei diritti delle persone. Qui abbiamo raccontato estesamente di cosa si tratta.

L’intervento più atteso di sabato al suddetto Congresso era quello del ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, il rappresentante più importante del governo italiano ad avere deciso di partecipare al WCF. Ha tenuto un breve discorso dal palco, dicendo di essere “al fianco” dei partecipanti al Congresso, ha citato più volte il “buon Dio”, attaccato “i comunisti”, e ha criticato i cortei e le manifestazioni organizzate dalle associazioni femministe che si stavano tenendo a Verona contro l’evento: “Alle femministe dico che per le donna la vera emergenza è l’Islam e non il congresso di Verona”.

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Durante parte del discorso, Salvini è apparso nervoso e ha fatto diverse allusioni al M5S. Il nervosismo era probabilmente legato alle dichiarazioni degli esponenti del Movimento 5 Stelle contrari al Congresso di Verona. Lo stesso capo politico del M5S, Luigi Di Maio, aveva definito l’evento in modo piuttosto duro: “Ci sono i fanatici che usano argomenti medievali e nulla di cui si sta discutendo in quella sede è oggetto dell’agenda di governo”.

Salvini ha risposto alludendo a Di Maio: “Lo dico con massimo rispetto a qualche distratto amico di governo che pensa che qua dentro ci sia un ritorno al passato. Qua dentro si prepara il futuro. E se parlare di papà, mamme e figli significa essere sfigati, sono orgoglioso di essere sfigato”. In una circostanza precedente, Di Maio aveva parlato di una “destra di sfigati”.

Le accuse sulle adozioni
Salvini ha poi attaccato Vincenzo Spadafora, sottosegretario di governo del M5S, che aveva escluso di fare nuove future alleanze con la Lega: “Spadafora si occupi di rendere più veloci le adozioni, ci sono più di 30mila famiglie che attendono di adottare un bambino”. Salvini ha poi spostato la critica verso il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Sul tema adozioni mi aspetto di più dal presidente del Consiglio, che ha nominato la Commissione adozioni internazionali che la sinistra aveva affossato e imbalsamato per anni, senza interpellare il ministro con delega alla famiglia”.

Le dichiarazioni di Salvini – piuttosto inusuali, prima che tutto diventasse inusuale, che un vicepresidente del Consiglio dicesse pubblicamente al Presidente del Consiglio cosa deve fare – hanno portato la presidenza del Consiglio a diffondere una breve nota per smentirle: “La delega in materia di adozioni di minori italiani e stranieri è attualmente ed è sempre stata in capo al ministro della Lega, Lorenzo Fontana”. Conte ha mantenuto solamente la delega di presidente della Commissione per le adozioni internazionali. Senza citarlo direttamente, c’è poi una critica diretta a Salvini: “Rimane confermato che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare nei ministeri tutti i giorni e studiare le cose prima di parlare, altrimenti si fa confusione”.

L’occasione è stata colta anche da Di Maio per aggiungere qualche critica a Salvini: “Almeno le deleghe si dovrebbe leggerle prima di accusare qualcuno. La delega alle adozioni non è del sottosegretario Spadafora: è una delega che ha in capo il presidente del Consiglio dei ministri e il ministro Fontana in compartecipazione. Evitiamo di dire cose inesatte”.

Repubblica segnala come le cose si siano ulteriormente complicate quando “fonti del ministero della Famiglia hanno fatto trapelare alle agenzie di stampa” che Fontana avrebbe richiesto da tempo di rinunciare alla delega sulle adozioni internazionali, dopo la nomina della Commissione adozioni internazionali da parte di Conte. La presidenza del Consiglio ha però smentito questa circostanza, sostenendo che la delega sia ancora di Fontana.

La controversia sulle adozioni riguarda proprio Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia della Lega che più di tutti ha sostenuto con convinzione il WCF, tanto da dare il patrocinio del suo ministero all’evento. Fontana in passato ha fatto spesso dichiarazioni contro le coppie di fatto, dicendo di essere per la “famiglia naturale”. Nel corso del WCF, Fontana ha detto di volere aiutare le famiglie a “fare più figli” e a non sentirsi discriminate. Fontana ha anche detto che la Lega: “Non è contro le donne che lavorano: fare un bambino è addirittura positivo per le aziende perché le mamme sono più responsabili”.

Nel complesso, il WCF ha reso più chiare le divisioni all’interno del governo soprattutto sui temi dei diritti. Sulle politiche per le famiglie, le adozioni, le unioni civili e la legge 194 (che regolamenta l’interruzione volontaria di gravidanza) la Lega e il M5S hanno idee molto diverse e difficilmente conciliabili. Lo scontro delle ultime ore è stato amplificato dalla campagna elettorale ormai in corso per le prossime elezioni europee, dove il M5S ha la necessità di recuperare sulla Lega, che ha ottenuto risultati importanti nelle elezioni amministrative degli ultimi mesi. È vero però che la coalizione di governo viene ciclicamente dipinta “sull’orlo” della rottura da molti mesi, e che le tensioni non hanno impedito finora l’accordo su molte decisioni concrete importanti.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.ilpost.it/2019/03/31/congresso-famiglie-governo-salvini-di-maio/amp/

PER VOI COME DEVE ESSERE UNA FAMIGLIA?


2019-03-31 10.48.11

1) Due uomini e un bambino/a;

2) Un uomo e donna con un bambino/a;

3) Due donne e un bambino/a;

4) Un uomo e un  bambino/a;

5) Una donna e un bambino/a;

6) Due uomini senza figli;

7) Un uomo e una donna senza figli;

8) Due donne senza figli;

9) Un uomo e due animali domestici ;

10) Una donna e due animali domestici.

 


A Verona questo fine settimana si terrà il congresso delle famiglie, organizzato dal “popolo della famiglia” persone molto religiose …… Fiorenzo Bertocchi Rifondazione Comunista Brescia Lunedì 25 Marzo 2019

via Verona — Prc Brescia

Verona, via tra le polemiche al Congresso Mondiale delle famiglie. Gandolfini: “Aborto omicidio, la legge 194 non aiuta”.

Parte la kermesse che si concluderà domenica. Porte chiuse ai giornalisti, città blindata. Prevista anche la presenza di Forza Nuova. Per tre giorni cortei e manifestazioni di protesta di associazioni e movimenti. Conte: “Non sono stato invitato”. In distribuzione gadget come riproduzioni di feti in gomma.

VERONA. Inizia con un attacco diretto alla legge sull’aborto, in una città blindata e con i giornalisti rigorosamente tenuti fuori dall’area del convegno, il Congresso mondiale delle Famiglie che si apre oggi a Verona e si concluderà domenica, con una marcia del popolo del Family Day con pullman in arrivo da tutta Italia. Tre giorni per discutere, dicono gli organizzatori, di “famiglia, amore, bellezza del matrimonio”. Invece il primo a lanciare l’attacco è Massimo Gandofini, uno dei principali esponenti dei pro-life italiani, movimento cattolico ultraconservatore di Destra. “L’aborto è l’omicidio di un bambino in utero, e la legge 194 è stata applicata soltanto negli articoli che permettono la soppressione di una vita e non in quelli aiutano la maternità”. Gandolfini attacca poi frontalmente la senatrice del Pd, Monica Cirinnà, mostrando un cartello in cui Cirinnà ironizzava sulla triade “Dio, Patria e Famiglia”. “Indegna della sinistra”, dice Gandolfini.

Infine, a margine del suo intervento, il pro-life cita numeri non attendibili: “Dal 1978 a oggi in italia sono stati uccisi sei milioni di bambini e ne sono stati salvati 200mila, ad esempio grazie al movimento per la vita. Lo stato ha tradito se stesso” dice, senza però tenere in considerazione le donne uccise dagli aborti clandestini.

.Al Congresso in distribuzione anche alcuni gadget-shock ispirati alla campagna anti-aborto: una riproduzione in gomma di un feto, accompagnato dalla scritta “L’aborto ferma un cuore che batte”.

Sulla stessa linea il vescovo di Verona Giuseppe Zenti: “La famiglia – dice entrando nel palazzo della Gran Guardia – è l’opera d’arte di Dio. L’aborto è un omicidio, questo dice la Chiesa. Non ho nulla contro gli omosessuali, ma non hanno niente a che vedere con il concetto di famiglia”. Assai più morbidi e diplomatici i toni di Brian Brown, il presidente dell’Iof, International Organization for the Family, ex quacchero convertito al cattolicesimo, padre di nove figli e legato ai movimenti dell’ultradestra antiabortista americana, nemico dichiarato del mondo Lgbt, ossia omosessuali, lesbiche e trans. “Siamo qui per parlare in armonia dei bisogni delle famiglie di tutto il mondo, della bellezza del matrimonio, della crisi demografica”.

Netto il governatore del Veneto Luca Zaia: “La legge 194 non si tocca e se esiste una patologia è l’omofobia, non l’omosessualità”. Presente al convegno, rinsaldando così i legami tra i movimenti pro-life e i movimenti neofascisti, anche Forza Nuova, il cui leader Roberto Fiore ha annunciato anche che i militanti marceranno insieme alla famiglie nel “corteo per la vita” di domenica poneriggio. A Verona non ci sarà invece il presidente del Consiglio: “Non andrò al convegno prima di tutto perché non sono stato invitato”, ha detto Giuseppe Conte: “Ma non ci deve spaventare il fatto che circolino idee. Vediamo quali saranno e poi valuteremo”. A sorpresa sul palco del Congresso definito da Luigi Di Maio “nuovo Medioevo”, è salita una senatrice M5S, Tiziana Drago, unica esponente del Movimento, presente “per il dialogo”.

 Uno dei gadget del convegno: la riproduzione di un feto in gomma

Oltre la cintura di piazza Bra, oltre il palazzo della Gran Guardia, si preparano intanto tutte le contromanifestazioni, che da oggi a domenica boicotteranno con flash mob, convegni, letture pubbliche il summit sulla famiglia, in una città già ribattezzata “la nuova Vandea d’Italia”. Per tre giorni la rete “Non Una di Meno” ha eletto Verona città transfemminista, per ribadire i diritti delle donne, ma anche di tutti i tipi di famiglia, degli omosessuali. Un programma foltissimo, il cui momento clou sarà domani pomeriggio, con il grande corteo di centinaia di associazioni che sfileranno per Verona per protestare contro “l’oscurantismo e il nuovo medioevo lanciato dal Congresso delle Famiglie”. Per difendere i diritti di tutti, la legge sull’aborto e quella sul divorzio messa a rischio dal disegno di legge Pillon, per i diritti delle Famiglie Arcobaleno. Si attendono trentamila persone.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.repubblica.it/cronaca/2019/03/29/news/verona_congresso_famiglia_polizia-222775399/amp/

 

Voi siete pro o contro la legittima difesa?


Legittima difesa in 6 punti, cosa cambia con la nuova legge.

Roma, 29 marzo 2019 – La difesa è sempre legittima. E’ l’assunto cardine del testo di legge approvato ieri in vita definitiva dal Senato con 201 sì, 38 no e 6 astensioni. Ma cosa significa? Che la reazione all’aggressione o alle minacce subite in casa o sul posto di lavoro è da considerarsi sempre “proporzionata”: dunque, sempre giustificata. Di conseguenza non è punito chi reagisce all’aggressore “in stato di grave turbamento”. Ecco cosa prevede la nuova legge voluta dalla Lega e passata con l’appoggio del Movimento 5 Stelle (il ministro Bonafede e Luigi Di Maio hanno precisato che “era nel contratto”), Forza Italia e Fratelli d’Italia. 

COSA CAMBIA:

  1. L’articolo 1 della legge introduce uno degli aspetti più controversi: la reazione di chi difende se stesso, altri o i propri beni usando un’arma detenuta legittimamente, non viene più messa in discussione, riconoscendo la reazione «giustificata» e non eccessiva
  2. L’articolo 2 della riforma va a modificare l’articolo 55 del codice penale che disciplina ‘l’eccesso colposo’. Con il nuovo testo si esclude la punibilità di chi si è difeso in «stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto»
  3. L’articolo 3 prevede la possibilità di ottenere la sospensione condizionale della pena per chi ha commesso un furto in appartamento solo dopo che ha integralmente pagato l’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa
  4. Novità anche sul piano del diritto civile: non c’è responsabilità di chi ha agito in condizioni di legittima difesa. Ergo, chi è assolto penalmente, non è obbligato a risarcire – civilmente – eventuali danni provocati all’aggressore o al rapinatore. 
  5. Vengono inasprite le pene perviolazione di domicilio (da uno a quattro anni), furto in appartamento e scippo (da quattro a sette anni), mentre per la rapina la reclusione minima sale a cinque anni. Resta invariata la pena massima a 10 anni
  6. La riforma sulla legittima difesa estende le norme sul gratuito patrocinio a favore della persona nei cui confronti sia stata disposta l’archiviazione o il proscioglimento o il non luogo a procedere per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo.                           

Articolo preso da : https://www.quotidiano.net/politica/legittima-difesa-legge-2019-1.4514628/amp

Cosa ne pensate?


Verona, al via il Congresso mondiale delle famiglie | Sabato misure eccezionali per l’arrivo di Salvini.

Il summit ha visto spaccarsi nettamente le due anime del governo su posizioni contrapposte: da una parte il M5s contrario, dall’altra la Lega che partecipa in forze con ben tre ministri.

Si apre, dopo giorni di polemiche, il Congresso delle famiglie in programma a Verona fino a domenica. Il summit ha visto spaccarsi le due anime del governo: da una parte il M5s, contrario e assente dai lavori, dall’altra la Lega. A sorpresa è arrivata la senatrice M5s Tiziana Drago. Il congresso si è aperto con l’attacco di Massimo Gandolfini, leader del Family day: “L’aborto è un omicidio”. Misure eccezionali sabato per l’arrivo di Salvini.

Pd: “Gadget feto offende vita e dignità delle donne”

“La vicenda di un feto trasformato in gadget descrive meglio di ogni altra cosa che cos’è la manifestazione che si sta tenendo a Verona. Un festival dove tutto è permesso, anche offendere la vita, la dignità delle donne e i diritti delle persone”. Lo dichiarano in una nota Paola De Micheli e Marco Miccoli del coordinamento nazionale del Partito Democratico.

Verona, polemiche per il convegno.

Cosa ne pensate? Pro o contro?


Famiglie, Giulia Bongiorno a sorpresa contro il congresso anti aborto.

“La mia famiglia è fatta da me e da mio figlio e mi sembra una famiglia splendida. Non si arretrerà di un millimetro rispetto ai diritti delle donne né rispetto all’autodeterminazione della donna”. Giulia Bongiorno, a sorpresa, si scaglia contro il congresso di Verona pro famiglia tradizionale in cui presenzierà anche Matteo Salvini. “Non so cosa si dirà e non mi piace fare delle polemiche preventive”, dice il ministro leghista della funzione pubblica, “Attendo di ascoltare e sarò la prima ad alzare il ditino e a criticare se ci fossero delle nuove idee che in qualche modo mettono in discussione i diritti”.

Per approfondire leggi anche: Vittorio Feltri, messaggio ai gay

Così Giulia Bongiorno a Rai Radio1 all’interno di Radio anch’io condotto da Giorgio Zanchini. Bongiorno ha parlato anche delle leggi su Codice rosso e revenge porn: “Se si trova un accordo su una norma che è necessaria, e io credo che serva, decisamente. Una norma per tutelare le persone che vengono distrutte a livello di immagine con questo strano meccanismo che è una vera e propria violenza secondo me è la cosa migliore. Sono norme fondamentali, tra queste c’è quella a cui tengo enormemente che è il codice rosso: la donna che denunzia deve essere aiutata subito. Vorrei che queste norme andassero avanti”.

Articolo preso da: https://www.google.it/amp/s/www.liberoquotidiano.it/news/politica/13445893/famiglie-verona-giulia-bongiorno-contro-congresso-diritti-non-si-arretra.amp

COSA NE PENSATE DI SPETTACOLIZARE IL MATRIMONIO DELLA VEDOVA DI UN CAPO “FAMIGLIA” IN TV?


Il matrimonio di Tony Colombo e Tina Rispoli.

A Pomeriggio Cinque la coppia svela alcuni dettagli del loro matrimonio: i due si sposano il 28 marzo.

“Sono o non sono romantico Barbara, dì la verità?”. Tony Colombo, in collegamento con Pomeriggio Cinque, chiede alla padrona di casa se le è piaciuta la sua proposta di matrimonio alla futura moglie Tina Rispoli durante il suo concerto al Palapartenope nella primavera del 2018.

Tony ha parlato della cerimonia a Pomeriggio Cinque lo scorso 13 febbraio, scherzando con la conduttrice. Le nozze del cantautore palermitano con la compagna sono previste per il 28 marzo e gli invitati sono già più di trecento. “Che abito hai scelto Tina?”, cerca di scoprire Barbara d’Urso. Ma Tina preferisce non svelare troppo, anche se qualche dettaglio lo rivela.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.mediasetplay.mediaset.it/amp/mediasetplay/article/1059

Video preso da : https://youtu.be/EDFsdV2b7gI

Durante i festeggiamenti a La Sonrisa è emerso il programma della serata che terminerà alle 2.30 del mattino. In ordine ci saranno esibizioni di cantanti, fuochi e spettacoli. Alle 17 inizia la diretta con Pomeriggio Cinque; alle 19 il tributo di Sal Da Vinci seguito da quello di Maria Nazionale. Dalle 20.30 e per un’ora fuochi d’artificio. Alle 21.30 il tributo di Francesco Merola in ricorso di Mario Merola. Alle 22.30 Mauro Nardi; dj set alle 00.00 e infine alle 2.30 la torta a forma di Tour Eiffel.

Tony Colombo ha spiazzato tutti con una risposta sui progetti futuri, progetti che riguardano un figlio. Il cantante ha dichiarato che, dopo gli impegni lavorativi, partirà con Tina per un viaggio di nozze in Asia e poi si penserà al figlio: “E’ qualcosa a cui stiamo pensando da quando ci siamo incontrati, ma ora che siamo sposati è più concreto”, ha confessato Colombo.

I festeggiamenti si terranno alla Sonrisa alle ore 15 con oltre 300 invitati. Proprio qualche giorno fa Tony Colmbo ha organizzato una sorpresa alla sua amata in piazza del Plebiscito. Una dedica d’amore con tanto di canzone scritta appositamente per la moglie. Secondo le prime indiscrezioni ci sarà un’atmosfera bohémien, creata dal direttore artistico dell’evento, Luca Sepe, mentre Tina Rispoli indosserà un abito da sposa realizzato per lei dallo stilista Ferdinand. Le nozze verranno seguite in diretta da Barbara D’Urso, che invierà le telecamere di Pomeriggio Cinque. Per l’occasione, proprio come i Ferragnez, Tony Colombo e Tina Rispoli hanno creato un hashtag – #TonyeTinaSposi .

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.vocedinapoli.it/2019/03/28/tony-colombo-e-tina-rispoli-sposi-il-programma-del-matrimonio-e-lomaggio-a-mario-merola/amp/

Napoli, nozze tra il neomelodico Tony Colombo e la vedova del boss: gli agenti multano la carrozza con i cavalli.

Irregolare sarebbe anche la festa di lunedì a Piazza del Plebiscito.”Ci era stato solo comunicato un flash mob in piazza del Plebiscito. Invece dalle immagini che abbiamo acquisito nella piazza si è svolto un mini concerto con installazione di un box, un palco, luci, musica, band”, ha detto l’assessore Clemente che promette sanzioni e multe: “Non consentiremo che Napoli si trasformi in un palcoscenico oleografico dove celebrare nozze sfarzose, di dubbio gusto e senza rispettare le regole minime”.

Un matrimonio con giocolieri, parate, una carrozza bianca trainata dai cavalli. Interrotto dalla polizia, seppur solo il corpo locale del comune di Napoli. Sono le nozze del cantante neomelodico Tony Colombo con Tina Rispoli, vedova Gaetano Marino, considerato un boss degli scissionisti di Secondigliano, ucciso a Terracina il 23 agosto 2012. Ed è proprio a Secondigliano che sono arrivati gli agenti del nucleo Mobilità Turisticadella Polizia Locale. Sono intervenuti per multare la carrozza con i cavalli durante il corteo di nozze con i giocolieri. “La carrozza, che ha attraversato il corso Secondigliano, è stata fermata e sanzionata dai poliziotti intervenuti, che hanno riscontrato diverse irregolarità come previsto dal codice della Strada, a carico del conduttore della carrozza – informa la Polizia Locale – In particolare l’attività veniva svolta con la mancanza della targhetta identificativa e segnale mobile di pericolo per i veicoli a trazione animale ed ha rallentato la pubblica circolazione in assenza di alcuna autorizzazione o comunicazione alle autorità preposte”.  Il matrimonio ha raccolto le proteste di Alessandra Clemente, assessore alla Polizia Locale del Comune di Napoli: “Non consentiremo che Napoli si trasformi in un palcoscenico oleografico dove celebrare nozze sfarzose, di dubbio gusto e senza rispettare le regole minime”, ha detto l’esponente della giunta di Luigi De Magistris.

Le nozze che sono state seguite da tantissimi fan di Colombo, con tanto di hashtag dedicato, erano state precedute lunedì sera da una festa in piazza del Plebiscito. Oggi cortei, musica e carrozze. Un matrimonio, in programma stamattina al Maschio Angioino, che ha comportato lo spostamento in una altra sede dell’iniziativa dell’amministrazione comunale “100 Passi per il 21 marzo”, dedicata alle vittime innocenti di camorra. Uno spostamento, spiega l’assessore Clemente, figlia tra l’altro di una vittima innocente di camorra, deciso per “dare serenità ad una iniziativa seria come i 100 passi”.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/28/napoli-nozze-tra-il-neomelodico-tony-colombo-e-la-vedova-del-boss-gli-agenti-multano-la-carrozza-con-i-cavalli/5069981/amp/

 

 

COSA NE PENSATE?


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Foto presa da :

https://www.instagram.com/barbaracarmelitadurso/

COMMENTI ANONIMI PRESI DAI SOCIAL :

1) Se solo leggessi qualche commento ti accorgeresti che di quei 2 milioni, 1.900.000 ti segue solo per criticati.  Sei uno personaggi più odiati della storia  della tv, non credo che debba andarne fiera!!!

2) Ma se  sta facendo un flop puntata dopo puntata? Ahahahahaha povera illusa, inventandosi i dati di ascolti.

3) Arriva anche a falsare i dati di ascolto, non hai proprio vergogna!!!

4) Sei una grande 🔝🔝🔝🔝🔝🔝

5) Oggi doppia festa…vero? Per il 70% di share e picchi del100% Del tua programma scadente😂😂😂E per 2 milioni di followers 😂😂😂 però, cara la gente sanno bene che ci sono app per aumentare follower e mettere i like a gogò!!!

6) Povera sappiamo benissimo che è un flop totale con quel programma!!!Continua a dire baggianate 😂😂😂

7) Secondo me davvero vergognoso che in prima serata va in onda un programma del genere.

8) Mediaset avrà finalmente capito che infine tanta importanza se la da lei facendo solo tanti programmi ma tutti trash!!!

9) La matematica è diventata un opinione grazie a Barbara . A me sembra secondo la vera matematica che sono meno . Però tu vai tranquilla😂😂😂.

10) Grande problema per l’umanità il fatto che ci siano sempre più persone che seguono questi programmi spazzatura!!!

11) Ciao Barbara è sempre un piacere seguirti ti mando un bacione e grazie mille di Amarci anch’io ti Amo col cuore❤❤❤❤

12) Il popolo aumenta sempre di più per la nostra amata Queen💗

13) Sempre ridicola con queste foto ritoccate mettine una dov’è si vede la vera Sig.ra D’urso!!!!

14) Non sei divertente sei ridicola anzi fintissima!!!

15) Ma stai zitta che hai perso!!!

 

Ascolti tv di ieri sera 27 marzo. Il flop di :”Non è la D’Urso”!!!


Risultati poco soddisfacenti per le reti ammiraglie Rai e Mediaset: sia i David di Donatello che Live – Non è la D’Urso non sono riusciti a sfondare il muro dei tre milioni di telespettatori. Trionfo, invece, per Raidue. Ecco tutti i dati auditel di ieri sera.

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Il flop:

La palma di flop della serata va a Barbara D’Urso e al suo Live – Non è la D’Urso: il programma, partito con un ascolto che sfiorava i tre milioni di spettatori, è crollato ad appena 2.140.000. Nemmeno lo share è riuscito a risollevare la china, nonostante la trasmissione sia finita un’ora dopo il diretto competitor, e si è dovuto accontentare del 13.2%. Risultato decisamente deludente per una prima serata di Canale 5.

VOI COSA NE PENSATE ?

 


Originally posted on Onda Lucana: Immagine tratta da Web. Tratto da:Onda Lucana by Gerardo Renna ATTESA….! L’ora del tuo ritorno lentamente s’avvicina. Più non ho pace… Ansioso, il cuor forte batte incessante! Ma, passata l’euforia, presto son preso dal nervoso…! Il tempo, dannato, s’è fermato! Passare non vuol più lasciar l’ore…! Banzi, agosto ’67 Tratto da:Onda…

via ATTESA….! — Pina Chidichimo

JORGE LUIS BORGES – CON IL TEMPO.

Con il tempo si impara la sottile differenza
fra sostenere una mano e incatenare un’anima,
e si impara che l’amore non significa andare a letto,
e una compagnia non significa sicurezza
e uno comincia a imparare…
Che i baci non sono contratti
e i regali non sono promesse
e uno comincia ad accettare le sue sconfitte
a testa alta e con gli occhi aperti e uno impara
a costruire tutti i suoi cammini nell’oggi,
perché il terreno di domani è troppo insicuro per far piani..
e i futuri hanno la forma di cadere a metà.

E dopo col tempo, uno impara
che se è troppo anche il calore del sole brucia.
Così uno pianta il suo giardino e decora la sua anima,
al posto di aspettarsi che qualcuno porti fiori.
E uno impara che realmente può reggere che uno
è veramente forte, che uno realmente vale
e uno può imparare. E impara…e ogni giorno impara.
Con il tempo impara che stare con qualcuno
perché ti offre un buon futuro significa presto
o tardi voler ritornare al passato.
Con il tempo capisci che solo chi è capace di amarti
con i tuoi difetti, senza pretendere cambiarti,
può offrirti la felicità che desideri.
Con il tempo ti accorgi che, se stai a fianco
di questa persona solo per accompagnare la tua solitudine,
irrimediabilmente finirai per non volere più vederla.
Con il tempo intendi che i veri amici sono contati
e chi non lotta per loro, presto o tardi
sarà circondato da false amicizie.
Con il tempo impari che le parole dette
in un momento d’ira possono continuare
a dolere a chi feristi tutta la vita.
Con il tempo impari che discolpare lo fa,
però perdonare, è solo delle anime grandi.
Con il tempo capisci che anche se sei felice
con gli amici, un giorno piangerai
per quelli che lasciasti andare.
Con il tempo ti rendi conto che tutta
l’esperienza vissuta con ogni persona è irripetibile.
Con il tempo ti rendi conto che colui che umilia
o disprezza un essere umano,
presto o tardi, soffrirà le stesse umiliazioni
o i disprezzi elevati al quadrato.
Con il tempo impari a costruire tutti i cammini sull’oggi,
perché il terreno di domani è troppo incerto per fare piani.
Con il tempo capisci che far pressione
sulle cose o forzarle a che succedano,
occasionerà che alla fine non siano come speravi.
Con il tempo ti rendi conto che in realtà
il meglio non era il futuro, ma il momento
che stavi vivendo proprio in questo istante.
Con il tempo vedrai che anche felice
con chi ti sta al fianco,
ti mancheranno terribilmente quelli
che ieri stavano con te e ora se ne sono andati.
Con il tempo imparerai che cercar di perdonare o chiedere perdono,
dire di amare, di desiderare,
di aver bisogno, dire di voler essere amico,
di fronte ad una tomba, non ha più senso.
Però, sfortunatamente, solo con il tempo…
fortunatamente o sfortunatamente solo con il tempo…
ma quanto tempo ancora ci divide?
quanto tempo ancora ci vorrà? e sarà davvero così?
voglio che sia tutto così?

PER VOI COSA È IL TEMPO?

COSA NE PENSATE?


Fabrizio Corona in carcere, il messaggio di Nina Moric nella notte

GUARDA IL VIDEOCorona in carcere, il messaggio di Nina Moric nella notte

Fabrizio Corona di nuovo in carcere. Nel pomeriggio di ieri è stato prelevato nella sua casa di Milano e portato nel carcere di San Vittore, come vi abbiamo raccontato su Leggo.it. Da allora Corona non ha potuto commentare l’accaduto né personalmente né tramite social, e anche le persone a lui più vicine non hanno proferito parola. L’unica a rompere il silenzio sembra essere la ex moglie Nina Moric. La madre di Carlos Maria, il figlio sedicenne di Corona, ha scritto un messaggio nella notte.

Dopo anni di tensioni, i rapporti tra Nina Moric e Fabrizio Corona sono tornati recentemente distesi, proprio in virtù dell’amore per il figlio Carlos.

Il messaggio di Nina Moric è stato pubblicato in una storia di Instagram. «Moonlight is bleeding from out of your soul», scrive la showgirl croata, una frase che tradotta vuol dire “Il chiaro di luna sta sanguinando dalla tua anima”. Si tratta di una citazione dalla canzone Lazarus della band Pocupine Tree. Non c’è alcun riferimento diretto a Corona, ma il significato malinconico della canzone porta a pensare a un collegamento a quanto accaduto ieri pomeriggio all’ex marito.

Corona nel pomeriggio di ieri è stato prelevato dagli agenti della questura di Milano, che gli hanno notificato il decreto del Tribunale di sorveglianza che ha sospeso l’affidamento terapeutico che gli aveva permesso di lasciare il carcere di San Vittore. Corona, che si trovava nel suo appartamento in centro, alla vista dei poliziotti non avrebbe fatto alcun commento. La decisione è stata presa dal magistrato Simone Luerti: l’affidamento terapeutico gli era stato assegnato per curarsi dalla dipendenza dalla cocaina, ed è ora stato sospeso per le plurime violazioni negli ultimi mesi delle restrizioni che Corona doveva rispettare, dopo i numerosi guai giudiziari avuti.

Per Fabrizio, assistito dall’avvocato Ivano Chiesa, si riaprono dunque le porte del carcere milanese. Sarà ora lo stesso tribunale a decidere, nelle prossime settimane, se revocare del tutto l’affidamento terapeutico. Proprio ieri sera l’ex agente fotografico era stato ospite di Massimo Giletti a Non è l’Arena, dove aveva snocciolato rivelazioni choc su Imane Fadil, la modella marocchina 34enne testimone chiave del processo Ruby Ter (nel quale è imputato l’ex premier Silvio Berlusconi) e morta qualche giorno fa a Milano in circostanze ancora poco chiare.

Articolo preso da : https://www.leggo.it/AMP/gossip/corona_carcere_nina_moric_ultime_notizie_oggi-4386950.html


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SANTONE DI CORCOLLE PARLERÀ DA BARBARA D’URSO?/ Carmelo, resoconti choc su esorcismi.

SANTONE DI CORCOLLE PARLERÀ DA BARBARA D'URSO?/ Carmelo, resoconti choc su esorcismi

Santone di Corcolle vs Barbara d’Urso.

Gesù ha detto a Carmelo che deve andare a parlare in un’altra televisione” spiega con ironia Barbara D’Urso al pubblico a casa in relazione alla spinosa vicenda del Santone di Corcolle e alle sue “docce purificatrici”: infatti, dopo che in un’altra puntata di Pomeriggio 5 la Carmelita di Mediaset e Carmelo, il pensionato che si finge guaritore e che è stato scomunicato dal vescovo, hanno avuto un acceso diverbio, la padrona di casa ha invitato il Santone a tornare in trasmissione e a discolparsi dalle accuse che alcune ex adepte, o sarebbe meglio definire vittime, gli hanno rivolto in merito ai presunti esorcismi. Due le testimonianze choc portate dalla D’Urso: una di Emanuela e l’altra di una donna che ha scelto di non farsi vedere: ma entrambe parlano delle famigerate docce gelate a cui erano sottoposte seminude da Carmelo per scacciare via Satana e combattere il Male che, a suo dire, risiedeva in loro. “Nel primo percorso di liberazione mi si diceva che non potevo frequentare lo stadio, le amiche, nessuno” racconta Emanuela che rivela come pure suo padre sia stato ben nove volte dal Santone e che in una occasione questi gli abbia pure sputato negli occhi. L’altra donna invece rivela come alcuni degli esorcismo consistessero nel ricevere delle botte e nel provocarle il vomito, tanto che ha finito per diventare anoressica. “Vorrei che Carmelo venisse qui a smentire tutto” è l’appello finale della D’Urso che invita anche Carmelo a chiarire le sue frasi in cui sostiene di voler curare l’omosessualità dato che la riterrebbe alla stregua di una malattia. (agg. di R. G. Flore)

«Ora mi incazzo! Tu prendi in giro le persone, Carmelo!»: era finita più o meno così la sfuriata di Barbara D’Urso contro Carmelo, il santone di Corcolle (Roma) che si finge guaritore e viene scomunicato dal vescovo proprio per essersi detto “il prescelto mandato da Gesù”, avvenuta venerdì scorso. Le parole sui tumori “liberati” grazie alla sua forza divina “nel combattere il male nel mondo” avevano fatto schizzare d’ira la conduttrice di Pomeriggio 5: «Sto cercando di capire, nel momento in cui ho capito che tu illudi le persone che potrebbero essere malate, allora io mi incazzo, caro Carmelo», attacca ancora la D’Urso mentre il guaritore-santone prova a chiedere spazio per potersi spiegare. Oggi in studio viene intervistata Emanuela, una delle ex adepte-discepole del santone, che racconterà la sua tremenda ed inquietante esperienza con Carmelo. «Io non ho Gesù incarnato dentro ma sono collegato con Gesù. Quando Dio Padre ha creato queste anime l’ha collegata col figlio perchè io…», urlava negli ultimi istanti della trasmissione venerdì scorso, spiegando che non avrebbe più parlato con lei bensì con altre televisioni (Storie Italiane e La Vita in Diretta).

IN STUDIO UNA EX ADEPTA DEL SANTONE

Potrete tranquillamente intuire come l’intera vicenda sia vuota e nulla dal punto di vista televisivo, culturale, sociale finanche religioso, eppure lo “scazzo” è divenuto subito virale venerdì scorso dimostrando la pericolosità di certi personaggi che sfruttano la “buonafede” delle persone per farne creder qualsiasi cosa, come “picchiare” o “guarire” le persone dicendo di essere “collegato con Gesù”. Intanto su Twitter, come segnala Tv Fanpage, c’è anche chi prova a difendere il santone di Corcolle: «Conosco Carmelo da quando ero piccola è sempre stato un personaggio e ha sempre creduto in Dio, lui fa esorcismi insieme a un ecclesiastico l’acqua serve per benedire la persona posseduta. Non ha mai guarito dalle malattie ma solo dalle possessioni, io l’ho visto». Ad una che racconta la sua vicenda, moltissime altre raccontano l’esatto opposto spiegando di non essere mai guariti né “liberati” dalla sua particolarissima “purificazione spirituale”.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.ilsussidiario.net/news/cronaca/2019/3/4/santone-di-corcolle-torna-da-barbara-durso-carmelo-carmelita-e-sproloqui-su-gesu/1855271/amp/

COSA NE PENSATE DEI TATUAGGI?


Tatuaggi, ritirati tre colori cancerogeni. Ministero Salute: sostanze chimiche a rischio cancro.


“Mette in evidenza un problema che ci portiamo dietro da anni, che nella passata legislatura stavamo risolvendo”.

2019-03-26 11.04.53

Domande per i lettori :

1) Quando si è Italiani ?

2) Chi commette un reato penale può chiedere la cittadinanza italiana ?

3) Dopo quanti anni si può chiedere la cittadinanza italiana?

COMMENTI ANONIMI PRESI DAI SOCIAL :

1) Basta con le vostre faek news Ramy è Adam non hanno salvato nessuno. Il vero eroe è Riccardo bambino Italiano bulizzato è messo da parte nonostante abbia salvato i suoi compagni di scuola tra cui Ramy è Adam. Comunque continuate con le vostre fake news;

2) Questi dell sx dovrebbero finirla di strumentalizzare tutto in più su dei bambini fanno veramente schifo;

3) Nicolò che si è offerto come ostaggio per proteggere i suoi compagni e Riccardo, il vero eroe cosa date per premio? Niente. Neanche ne parlate perché italiani? Salvini, parla di loro, e non più di quell’antipatico arrogante di Ramy!!!Arrogante e presuntuoso!!!;

4) Andrebbero premiati TUTTI i ragazzini che si sono distinti. Vergogna continuare a strumentalizzare!!!.

 

 


Ieri sera, come quasi tutti i martedì abbiamo organizzato una serata a tema e questa volta…..serata messicana! Colorata, divertente e molto conviviale anche grazie allo scarso utilizzo delle posate….sgranocchiare le pannocchie al cartoccio, farcire a piacere i propri tacos…ed è subito…fiesta! Per prima cosa occorre preparare le 3 principali salse messicane dove poter intingere le […]

via Serata messicana — ricetteinpillole

SEGUITE QUESTO BLOG È MOLTO INTERESSANTE.

 

VOI COSA NE PENSATE DEL ARTICOLO CHE PUBBLICA IL M5S?


Perché l’ambiente è di tutti e sul clima non ci devono essere compromessi.

Oggi, 15 marzo, è un giorno importante per il mondo: ci sono oltre 1.300 città in 98 Paesi, in cui studenti – e non solo – manifestano senza bandiere per il clima. L’Italia, con le sue 109 piazze, è tra le prime tre nazioni al Mondo più attive insieme a Germania e Stati Uniti.

E’ uno sciopero pacifico, per il clima lanciato grazie all’iniziativa di Greta Thunberg, una studentessa svedese che sta lottando contro il surriscaldamento globale e l’emergenza climatica.

Ogni anno, in Italia, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità muoiono prima del tempo 90.000 persone a causa dell’inquinamento. E’ una strage silenziosa. E il 95% dei cittadini europei a rischio secondo l’Agenzia Europea dell’Ambiente vivono nel Nord Italia.

Secondo le Nazioni Unite, ci rimangono una decina di anni per agire in maniera decisa e cambiare una situazione che metterà a rischio il futuro della nostra vita sul Pianeta.

Bisogna riflettere su come siamo arrivati fin qui. Uno sviluppo senza limiti, guidato dall’illusione che si possa distruggere l’equilibrio del Pianeta, ha portato al surriscaldamento del clima. I ghiacciai si sciolgono, specie viventi si estinguono, l’aria è sempre più inquinata e avvelenata.

Tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità.Questi giovani che oggi manifestano parlano a noi e parlano di futuro. Anche coloro che nel passato hanno fatto scelte drammatiche scenderanno in piazza per il clima. Ne hanno diritto, per carità. Ma permettetemi di dire che è facile aderire a manifestazioni per il clima, ma poi dare il via libera a trivelle, inceneritori, discariche…  l’ipocrisia al potere fa più danni dell’inquinamento.

Voglio dirlo chiaramente, e parlo come Ministro dello Sviluppo economico e anche come vicepremier. L’ambiente verrà protetto se troviamo la strada per unire due ambiti che finora si sono fatti la guerra. Produzione di energia, industria automobilistica, sviluppo, realizzare prodotti senza che diventino rifiuti da smaltire, quindi riutilizzabili, riciclabili o compostabili:

Tutto questo, possiamo e dobbiamo immaginarlo come alleato per una riconversione industriale ecologica che non è più rimandabile. Al centro ci deve essere un fattore che tutte le più avanzate ricerche indicano come competitivo per le imprese: la sostenibilità ambientale, alleata del benessere economico e della nostra salute.

Lo sviluppo economico, che è imprescindibile in una società all’avanguardia, può e deve sfruttare le opportunità offerte dalla sostenibilità ambientale. Sono opportunità, non limiti!

Lo dice anche il contratto di Governo: in un futuro sempre più vicino l’economia non dovrà più dipendere dalle fonti fossili come il petrolio e il carbone.  Vi do qualche esempio di quello che abbiamo già fatto:

Trivelle: abbiamo sospeso i permessi per decine di trivellazioni. Vogliamo vederci chiaro e capire se e dove si possono fare.

Per promuovere la mobilità elettrica adesso avete a disposizione un ecosconto fino a 6.000 Euro se volete comprare un’auto elettrica.

E abbiamo messo i primi 33 milioni sul piano per costruire le centraline per le ricariche.

Con il ministro Toninelli lanceremo un Piano per la Mobilità Sostenibile con quasi 4 miliardi nei prossimi 15 anni per Regioni e città per sostituire gli autobus diesel con bus elettrici.

La nuova 500 elettrica verrà prodotta a Mirafiori e aiuteremo anche questo processo industriale importante. Questi sono posti di lavoro che vanno a braccetto con la salute e l’ambiente. E poi abbiamo IL PIANO ENERGIA E CLIMA. L’abbiamo già inviato alla Commissione europea, che dovrà valutarlo.

I punti forti di questo Piano rivoluzionario stanno nel fatto che permette all’Italia di ridurre le emissioni nei settori di almeno un terzo, fino ad arrivare a -60% e in questo modo superiamo anche l’obiettivo fissato dalla Ue.  In questo Piano abbiamo previsto che le fonti rinnovabili, siano sempre più centrali nei settori elettrico, termico e dei trasporti e che passino dall’attuale 18% al 30%. E sono felice di darvi proprio oggi questa notizia: la settimana prossima presenteremo il portale dedicato a questo Piano in cui tutti i cittadini, tutti gli stakeholder potranno dare il loro contributo e informarsi.

Quello che vi voglio dire è che è arrivato il momento di uscire da una mentalità retrograda, che è diventata la scusa perfetta per mantenere in piedi un sistema economico che avvantaggiava solo pochi, una mentalità che ci ha imposto una convinzione assurda: essere costretti a scegliere tra l’ambiente, e quindi la nostra salute e quella dei nostri figli, e il lavoro, cioè il sostentamento nostro e della nostra famiglia. Quello era un modello fallimentare che noi vogliamo superare! Un modello in cui vincevano pochi, ma i danni li subivamo tutti: danni alla salute, ai territori in cui siamo nati, all’aria che respiriamo, all’acqua che beviamo, ai prodotti della terra di cui ci nutriamo. Qui il cambiamento culturale che dobbiamo fare è comprendere che sull’ambiente o vinciamo tutti, o perdiamo tutti.

Abbiamo già aperto la strada. Vogliamo e dobbiamo ascoltare questi giovani che a noi del Movimento 5 Stelle ricordano quelli che oltre dieci anni fa scendevano in piazza per chiedere il cambiamento etico della politica.

Più questi giovani spingeranno verso il cambiamento e verso la riconversione ecologica dell’Italia e del Mondo e più potremo salvare il Pianeta. Tutti insieme. Perché qui i destini del Mondo si salvano solo con una alleanza tra giovani generazioni, industria, ricerca innovativa e ogni parte sociale.

Tra cui la Chiesa. E ricordiamo l’enciclica “Laudato Si’” nel 2015 con Papa Francesco.  Vi auguro Buona marcia,  noi ci siamo per ascoltarvi e per agire tutti insieme. Perché l’ambiente è di tutti e sul clima non ci devono essere compromessi.

Articolo preso da : https://www.ilblogdellestelle.it/2019/03/ascoltiamo-e-agiamo-insieme-ai-giovani-del-fridayforfuture-di-tutto-il-mondo.html

QUI DI SEGUITO L’ENCICLICA “LAUDATO SI”:

LETTERA ENCICLICA
LAUDATO SI’
DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
SULLA CURA DELLA CASA COMUNE

 

1. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».[1]

2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.

Niente di questo mondo ci risulta indifferente

3. Più di cinquant’anni fa, mentre il mondo vacillava sull’orlo di una crisi nucleare, il santo Papa Giovanni XXIII scrisse un’Enciclica con la quale non si limitò solamente a respingere la guerra, bensì volle trasmettere una proposta di pace. Diresse il suo messaggio Pacem in terrisa tutto il “mondo cattolico”, ma aggiungeva “e a tutti gli uomini di buona volontà”. Adesso, di fronte al deterioramento globale dell’ambiente, voglio rivolgermi a ogni persona che abita questo pianeta. Nella mia Esortazione Evangelii gaudium, ho scritto ai membri della Chiesa per mobilitare un processo di riforma missionaria ancora da compiere. In questa Enciclica, mi propongo specialmente di entrare in dialogo con tutti riguardo alla nostra casa comune.

4. Otto anni dopo la Pacem in terris, nel 1971, il beato Papa Paolo VI si riferì alla problematica ecologica, presentandola come una crisi che è «una conseguenza drammatica» dell’attività incontrollata dell’essere umano: «Attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione».[2] Parlò anche alla FAO della possibilità, «sotto l’effetto di contraccolpi della civiltà industriale, di […] una vera catastrofe ecologica», sottolineando «l’urgenza e la necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’umanità», perché «i progressi scientifici più straordinari, le prodezze tecniche più strabilianti, la crescita economica più prodigiosa, se non sono congiunte ad un autentico progresso sociale e morale, si rivolgono, in definitiva, contro l’uomo».[3]

5. San Giovanni Paolo II si è occupato di questo tema con un interesse crescente. Nella sua prima Enciclica, osservò che l’essere umano sembra «non percepire altri significati del suo ambiente naturale, ma solamente quelli che servono ai fini di un immediato uso e consumo».[4]Successivamente invitò ad una conversione ecologica globale.[5] Ma nello stesso tempo fece notare che si mette poco impegno per «salvaguardare le condizioni morali di un’autentica ecologia umana».[6] La distruzione dell’ambiente umano è qualcosa di molto serio, non solo perché Dio ha affidato il mondo all’essere umano, bensì perché la vita umana stessa è un dono che deve essere protetto da diverse forme di degrado. Ogni aspirazione a curare e migliorare il mondo richiede di cambiare profondamente gli «stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società».[7] L’autentico sviluppo umano possiede un carattere morale e presuppone il pieno rispetto della persona umana, ma deve prestare attenzione anche al mondo naturale e «tener conto della natura di ciascun essere e della sua mutua connessione in un sistema ordinato».[8] Pertanto, la capacità dell’essere umano di trasformare la realtà deve svilupparsi sulla base della prima originaria donazione delle cose da parte di Dio.[9]

6. Il mio predecessore Benedetto XVI ha rinnovato l’invito a «eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente».[10] Ha ricordato che il mondo non può essere analizzato solo isolando uno dei suoi aspetti, perché «il libro della natura è uno e indivisibile» e include l’ambiente, la vita, la sessualità, la famiglia, le relazioni sociali, e altri aspetti. Di conseguenza, «il degrado della natura è strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana».[11] Papa Benedetto ci ha proposto di riconoscere che l’ambiente naturale è pieno di ferite prodotte dal nostro comportamento irresponsabile. Anche l’ambiente sociale ha le sue ferite. Ma tutte sono causate in fondo dal medesimo male, cioè dall’idea che non esistano verità indiscutibili che guidino la nostra vita, per cui la libertà umana non ha limiti. Si dimentica che «l’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura».[12] Con paterna preoccupazione ci ha invitato a riconoscere che la creazione risulta compromessa «dove noi stessi siamo le ultime istanze, dove l’insieme è semplicemente proprietà nostra e lo consumiamo solo per noi stessi. E lo spreco della creazione inizia dove non riconosciamo più alcuna istanza sopra di noi, ma vediamo soltanto noi stessi».[13]

Uniti da una stessa preoccupazione

7. Questi contributi dei Papi raccolgono la riflessione di innumerevoli scienziati, filosofi, teologi e organizzazioni sociali che hanno arricchito il pensiero della Chiesa su tali questioni. Non possiamo però ignorare che anche al di fuori della Chiesa Cattolica, altre Chiese e Comunità cristiane – come pure altre religioni – hanno sviluppato una profonda preoccupazione e una preziosa riflessione su questi temi che stanno a cuore a tutti noi. Per citare solo un esempio particolarmente significativo, voglio riprendere brevemente parte del contributo del caro Patriarca Ecumenico Bartolomeo, con il quale condividiamo la speranza della piena comunione ecclesiale.

8. Il Patriarca Bartolomeo si è riferito particolarmente alla necessità che ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta, perché «nella misura in cui tutti noi causiamo piccoli danni ecologici», siamo chiamati a riconoscere «il nostro apporto, piccolo o grande, allo stravolgimento e alla distruzione dell’ambiente».[14] Su questo punto, egli si è espresso ripetutamente in maniera ferma e stimolante, invitandoci a riconoscere i peccati contro la creazione: «Che gli esseri umani distruggano la diversità biologica nella creazione di Dio; che gli esseri umani compromettano l’integrità della terra e contribuiscano al cambiamento climatico, spogliando la terra delle sue foreste naturali o distruggendo le sue zone umide; che gli esseri umani inquinino le acque, il suolo, l’aria: tutti questi sono peccati».[15]Perché «un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio».[16]

9. Allo stesso tempo Bartolomeo ha richiamato l’attenzione sulle radici etiche e spirituali dei problemi ambientali, che ci invitano a cercare soluzioni non solo nella tecnica, ma anche in un cambiamento dell’essere umano, perché altrimenti affronteremmo soltanto i sintomi. Ci ha proposto di passare dal consumo al sacrificio, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere, in un’ascesi che «significa imparare a dare, e non semplicemente a rinunciare. E’ un modo di amare, di passare gradualmente da ciò che io voglio a ciò di cui ha bisogno il mondo di Dio. E’ liberazione dalla paura, dall’avidità e dalla dipendenza».[17] Noi cristiani, inoltre, siamo chiamati ad «accettare il mondo come sacramento di comunione, come modo di condividere con Dio e con il prossimo in una scala globale. E’ nostra umile convinzione che il divino e l’umano si incontrino nel più piccolo dettaglio della veste senza cuciture della creazione di Dio, persino nell’ultimo granello di polvere del nostro pianeta».[18]

San Francesco d’Assisi

10. Non voglio procedere in questa Enciclica senza ricorrere a un esempio bello e motivante. Ho preso il suo nome come guida e come ispirazione nel momento della mia elezione a Vescovo di Roma. Credo che Francesco sia l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. E’ il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell’ecologia, amato anche da molti che non sono cristiani. Egli manifestò un’attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i più poveri e abbandonati. Amava ed era amato per la sua gioia, la sua dedizione generosa, il suo cuore universale. Era un mistico e un pellegrino che viveva con semplicità e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso. In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore.

11. La sua testimonianza ci mostra anche che l’ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l’essenza dell’umano. Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e «li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione».[19] La sua reazione era molto più che un apprezzamento intellettuale o un calcolo economico, perché per lui qualsiasi creatura era una sorella, unita a lui con vincoli di affetto. Per questo si sentiva chiamato a prendersi cura di tutto ciò che esiste. Il suo discepolo san Bonaventura narrava che lui, «considerando che tutte le cose hanno un’origine comune, si sentiva ricolmo di pietà ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella».[20] Questa convinzione non può essere disprezzata come un romanticismo irrazionale, perché influisce sulle scelte che determinano il nostro comportamento. Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ciò che esiste, la sobrietà e la cura scaturiranno in maniera spontanea. La povertà e l’austerità di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e di dominio.

12. D’altra parte, san Francesco, fedele alla Scrittura, ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bontà: «Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore» (Sap 13,5) e «la sua eterna potenza e divinità vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute» (Rm 1,20). Per questo chiedeva che nel convento si lasciasse sempre una parte dell’orto non coltivata, perché vi crescessero le erbe selvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elevare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza.[21] Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode.

Il mio appello

13. La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Desidero esprimere riconoscenza, incoraggiare e ringraziare tutti coloro che, nei più svariati settori dell’attività umana, stanno lavorando per garantire la protezione della casa che condividiamo. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.

14. Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti. Il movimento ecologico mondiale ha già percorso un lungo e ricco cammino, e ha dato vita a numerose aggregazioni di cittadini che hanno favorito una presa di coscienza. Purtroppo, molti sforzi per cercare soluzioni concrete alla crisi ambientale sono spesso frustrati non solo dal rifiuto dei potenti, ma anche dal disinteresse degli altri. Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche. Abbiamo bisogno di nuova solidarietà universale. Come hanno detto i Vescovi del Sudafrica, «i talenti e il coinvolgimento di tutti sono necessari per riparare il danno causato dagli umani sulla creazione di Dio».[22] Tutti possiamo collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità.

15. Spero che questa Lettera enciclica, che si aggiunge al Magistero sociale della Chiesa, ci aiuti a riconoscere la grandezza, l’urgenza e la bellezza della sfida che ci si presenta. In primo luogo, farò un breve percorso attraverso vari aspetti dell’attuale crisi ecologica allo scopo di assumere i migliori frutti della ricerca scientifica oggi disponibile, lasciarcene toccare in profondità e dare una base di concretezza al percorso etico e spirituale che segue. A partire da questa panoramica, riprenderò alcune argomentazioni che scaturiscono dalla tradizione giudeo-cristiana, al fine di dare maggiore coerenza al nostro impegno per l’ambiente. Poi proverò ad arrivare alle radici della situazione attuale, in modo da coglierne non solo i sintomi ma anche le cause più profonde. Così potremo proporre un’ecologia che, nelle sue diverse dimensioni, integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo e le sue relazioni con la realtà che lo circonda. Alla luce di tale riflessione vorrei fare un passo avanti in alcune ampie linee di dialogo e di azione che coinvolgano sia ognuno di noi, sia la politica internazionale. Infine, poiché sono convinto che ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo, proporrò alcune linee di maturazione umana ispirate al tesoro dell’esperienza spirituale cristiana.

16. Ogni capitolo, sebbene abbia una sua tematica propria e una metodologia specifica, riprende a sua volta, da una nuova prospettiva, questioni importanti affrontate nei capitoli precedenti. Questo riguarda specialmente alcuni assi portanti che attraversano tutta l’Enciclica. Per esempio: l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita. Questi temi non vengono mai chiusi o abbandonati, ma anzi costantemente ripresi e arricchiti.

CROLLA M5S!!! VOI COSA NE PENSATE?


Basilicata: Centrodestra cresce su 2013 e 2018, la Lega da 0 a 55.000.

M5S crolla rispetto a politiche ma raddoppia quasi rispetto 2013.

Basilicata: Centrodestra cresce su 2013 e 2018, la Lega da 0 a 55.000

Il centrodestra moltiplica per due volte e mezzoi voti nelle Regionali di domenica in Basilicata rispetto a quelli del 18 novembre 2013, salendo da 48.370 a 122.548 voti, soprattutto grazie all’exploit della Lega, che cinque anni fa non si era neanche presentata e che domenica ha raccolto 55.393 suffragi.

Se il raffronto viene invece effettuato, per ragioni temporali, con le politiche del 4 marzo 2018, il dato più evidente è il marcato calo di M5s che si è attestato a 58.658 rispetto ai 139.158 delle politiche di appena un anno fa. Ma i pentastellati crescono nettamente rispetto alle Regionali 2013, passando dai 32.919 voti ai 60.070 di domenica (20,32%).

E mantengono il primato come partito. Se il centrodestra è il vincitore di queste Regionali della Basilicata, la geografia interna è completamente riscritta. Fi, domenica ha raccolto 26.457 voti dei 122.548 dell’intera coalizione, mentre nelle precedenti Regionali ne controllava il 57% (29.022 su 48.370).

All’opposto la Lega, il cui simbolo per la prima volta presente sulla scheda ha ottenuto 55.393 voti. Incoraggianti le cifre di Fdi, scelto da 17.112 elettori (5,91%) mentre cinque anni fa se aveva raccolti 12.033 insieme a Grande Sud e Scelta Civica. Anche il paragone con le politiche consegna gli stessi trend; nel marzo 2018 Fi ottenne 38.906 voti (12,40%), cioè il doppio della Lega (19.704 voti pari al 6,28%), mentre Fdi aveva raccolto il consenso di 11.587 elettori (3,69%).

Il centrosinistra risulta in forte ridimensionamento rispetto al 2013 e in ripresa sul 2018, ma con il Pd fermo: la coalizione ha raccolto esattamente 96.000 voti (33,18%) rispetto ai 148.381 (62,75%) delle precedenti Regionali. Di questi il Pd ne aveva avuti 58.730 (24,84%) e i restanti le altre liste (civiche e di partiti); domenica il Pd si è fermato a 22.423 voti pari solo al 7,75%, superato da Avanti Basilicata 24.957 (8,63%), a cui si aggiungono altre liste civiche ad esso riconducibili. Alle politiche 2018 il centrosinistra ottenne 61.547 voti (19,62%), di cui 50.653 al Pd (16,15%). Un incremento rispetto a quella tornata del 55%.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/www.ansa.it/amp/sito/notizie/politica/2019/03/25/basilicata-centrodestra-cresce-su-20132018-la-lega-da-0-a-55.000-_3ebddba5-7556-4109-8221-6bf8a3586cb3.html

PER NON DIMENTICARE LA MORTE DI LORENZO ORSETTI !!!!! CI STRINGIAMO ALLA FAMIGLIA CON GRANDE DOLORE.


Anticipazioni per “MEZZ’ORA IN PIU’” di Lucia Annunziata del 24 marzo su RAI 3: ospite il padre di Lorenzo Orsetti, l’italiano che combatteva contro l’ISIS.

Oggi in trasmissione ospiti il padre di Lorenzo Orsetti che combatteva con i Curdi contro l’ISIS e Gina Miller, attivista del movimento NO-BREXIT

Questo pomeriggio 24 marzo alle 14:30, su RAI 3 Lucia Annunziata condurrà la decima puntata del nuovo anno di “Mezz’ora in più”.

Il programma domenicale di approfondimento politico di RAI 3 la cui durata è stata recentemente raddoppiata in considerazione del crescente successo di pubblico si occuperà oggi di due vicende scottanti della attualità italiana ed internazionale.

Nella prima mezz’ora la caduta dell’ultima roccaforte del Califfato Nero dell’ISIS a Baghuz in Siria sarà l’occasione per Lucia Annunziata per ospitare il padre di Lorenzo Orsetti, il giovane fiorentino caduto a Baghuz mentre combatteva con i Curdi per liberare definitivamente la Siria dal terrore dei jihadisti.

Poi nella seconda mezz’ora sarà presente in trasmissione Gina Miller, una delle organizzatrici della enorme manifestazione di piazza svoltasi ieri a Londra contro la Brexit, che ha visto la adesione di un milinoe di cittadino esponenti di tutti i partiti e che ha raccolto la protesta degli oltre 4 milioni e mezzo di cittadini Britannici che hanno già firmato la petizione per chiedere un nuovo voto parlamentare e popolare sulla decisione di lasciare la Unione Europea (laddove ne sarebbero sufficienti appena 100 mila per imporre alla Camera dei Comuni di esprimersi sulla petizione presentata).

Ancora una puntata di grande interesse quindi oggi pomeriggio dalla Annunziata per “Mezz’ora in più” alle 14:30 su RAI 3.

Articolo preso da :

https://www.la-notizia.net/2019/03/24/anticipazioni-per-mezzora-in-piu-di-lucia-annunziata-del-24-marzo-su-rai-3-ospite-il-padre-di-lorenzo-orsetti-litaliano-che-combatteva-contro-lisis/

Il padre di Lorenzo Orsetti: “Dallo Stato nessuno ci ha chiamato dopo la morte di mio figlio”.

Alessandro Orsetti, ospite a Mezz’ora in più, critica l’assenza delle Istituzioni: “Abbiamo saputo dai giornali. È stato un colpo. Spero che ci aiutino per il funerale e riconoscano il suo operato”.

“Per ora non ci ha chiamato nessuno: ministri, governo, presidente della repubblica. Nessuno. Abbiamo saputo la notizia dai giornali. È stato un colpo”, Alessandro Orsetti, padre di Lorenzo, il 33enne fiorentino rimasto ucciso in Siria mentre combatteva con le milizie curde dell’Ypg, ricorda così il momento in cui ha saputo della morte del figlio. “Poi è arrivata una telefonata con il cellulare di Lorenzo. Ho pensato: ‘probabilmente è stato uno sbaglio, meno male’. Invece era il comandante… Poi il giorno dopo ho sentito la Farnesina, il console”. Il signor Orsetti è critico verso l’atteggiamento delle Istituzioni: “Siamo stati invitati al funerale. Spero di avere un aiuto allo stato italiano per andarci, o almeno per le pratiche burocratiche che ci saranno. Mi piacerebbe che lo Stato Italiano desse un riconoscimento ufficiale all’opera di questi giovani su scala internazionale”.

“Lui non amava la guerra, la praticava solo come mezzo per realizzare questa società più giusta e inclusiva. Io lo considero un uomo, che ha fatto una scelta e ha dato la sua vita e ha prendersi le conseguenze di tale scelta – ha aggiunto commosso – Qualcuno ha fatto delle osservazioni, però devo dire che non hanno molto senso. Ognuno fa quel che ritiene giusto”.

Il padre di Lorenzo esulta poi per la sconfitta definitiva dell’Isis proclamata dai curdi: “È una grossa gioia, un grande orgoglio perché Lorenzo ha partecipato a questo obiettivo. Però c’è anche tristezza perché bastava qualche giorno in più e Lorenzo avrebbe potuto gioire con noi”. “Comunque sono contento – aggiunge il papà di Lorenzo sentito da Adnkronos- e spero di poterglielo ‘dire’ di persona quando andremo lì in Siria.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.fanpage.it/il-padre-di-lorenzo-orsetti-dallo-stato-nessuno-ci-ha-chiamato-dopo-la-morte-di-mio-figlio/amp/

 


Giro

Sono quella che sono
Sono fatta così
Se ho voglia di ridere
Rido come una matta

Amo colui che m’ama

Non è colpa mia
Se non è  sempre quello
Per cui faccio follie
Sono quella che sono
Sono fatta così
Che volete ancora
Che volete da me

Son fatta per piacere
Non c’è niente da fare

Troppo alti i miei tacchi
Troppo arcuate le reni
Troppo sodi i miei seni
Troppo truccati gli occhi
E poi
Che ve ne importa a voi
Sono fatta così
Chi mi vuole son qui
Che cosa ve ne importa

Del mio proprio passato
Certo qualcuno ho amato
E qualcuno ha amato me
Come i giovani che s’amano
Sanno semplicemente amare
Amare amare…

Che vale interrogarmi
Sono qui per piacervi
E niente può cambiarmi
Di Jacques Prevert.

Grande Fratello 2019:


Nomi stratosferici.

Il Grande Fratello 16 sta per partire ed ecco svelati i nomi degli opinionisti. Ritroveremo senza dubbio Cristiano Malgioglio. Il cantautore, da anni, è sulla cresta dell’onda ed è osannato dai fan che lo adorano. Per altri opinionisti, ad oggi, ci sono delle indiscrezioni ma nessuna conferma.

Per quanto riguarda i nomi dei concorrenti del reality, che andrà in onda sulle rete Mediaset ad aprile e che vedrà la riconferma al timone dell’indaffaratissima Barbara d’Ursoecco i dettagli.

La produzione naturalmente è in cerca di nomi per i reclusi e già cominciano a circolare le prime indiscrezioni sui concorrenti. Quasi certa la partecipazione di Ivana Icardi, sorella del bomber neroazzurro Mauro, che secondo avrebbe già firmato il contratto. Altri nomi quelli di Fariba Tehrani, mamma di Giulia Salemi del GFVip, il dietologo Alberico Lemme e Chando Erik Luna, ex fidanzato di Grecia Colmenares.

Come partecipare ai casting

Siamo agli sgoccioli e si parte per il nuovo GF, ma ecco svelati i nomi degli opinionisti. In realtà, di sicuro vedremo Queen Malgy, ma al momento, altri opinionisti starebbero attendendo conferma dalla produzione del reality. Certamente non ci sarà Simona Izzo, già impegnata in teatro per altri progetti.

Gli aspiranti concorrenti dovranno mandare un proprio provino videodella durata massima di 2 minuti tramite WhatsApp al numero 3493286899. Nel video bisognerà specificare nome, cognome, età e città e poi parlare delle proprie caratteristiche principali, che cosa ci si aspetta dall’esperienza partecipando al programma e perché il Grande Fratello dovrebbe scegliere proprio voi. Al termine del video è necessario anche pronunciare il testo della liberatoria, presente sempre sul sito.

Un grande successo

Se sono stati svelati i nomi degli opinionisti di quest’anno, è giusto ricordare che la padrona di casa, Barbara d’Urso, è reduce da un grande successo dello scorso anno in cui vinse il ‘Tarzan’, Alberto. Seconda classificata Alessia Prete, ad oggi uno dei volti più amati dei tutorial di Pomeriggio Cinque.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.kontrokultura.it/149840/grande-fratello-2019-svelati-i-nomi-degli-opinionisti-di-questanno/amp/

 

GIORNO DELLA MEMORIA DELLE FOSSE ARDEATINE DEL 24 MARZO 1944.


PER NON DIMENTICARE IL PASSATO PER EVITARE CHE COSE  DEL  GENERE SI POSSANO RIPETERE.

Il 24 marzo 1944 a Roma l’eccidio nazista in risposta all’attentato di via Rasella. Furono 335 le persone trucidate, civili prelevati dalle carceri, fucilati e poi ammassati nella cava a formare un unico groviglio

Il 23 marzo 1944 a Roma, in Via Rasella, una bomba esplode colpendo un drappello di soldati tedeschi. Alle ore 22.55 del 24 marzo il comando tedesco dirama alla stampa italiana il comunicato dell’avvenuta rappresaglia contro i ‘comunisti badogliani’. “Nel pomeriggio del 23 marzo 1944 – si legge nel comunicato – elementi criminali hanno eseguito un attentato con lancio di bombe contro una colonna tedesca di Polizia in transito per via Rasella. In seguito a questa imboscata, trentadue uomini della Polizia tedesca sono stati uccisi e parecchi feriti. La vile imboscata fu eseguita da comunisti badogliani. Sono ancora in atto le indagini per chiarire fino a che punto questo criminoso fatto è da attribuirsi ad incitamento angloamericano. Il Comando tedesco è deciso a stroncare l’attività di questi banditi scellerati. Nessuno dovrà sabotare impunemente la cooperazione italo-tedesca nuovamente affermata. Il Comando tedesco, perciò, ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato siano fucilati dieci criminali comunisti badogliani. Quest’ordine è già stato eseguito”.

Nel libro La farfalla impazzita Giulia Spizzichino ricorda: “Non ricordo come, ma a un certo punto si venne a sapere che alle Fosse Ardeatine c’era un numero impressionante di cadaveri. Non si sapeva esattamente chi vi fosse sepolto, ma era chiaro che si trattava di prigionieri prelevati dalle carceri dopo l’attacco di via Rasella. Erano loro gli scomparsi, e poi c’era stato l’annuncio sul giornale della rappresaglia eseguita. Il comando tedesco non aveva mai comunicato i nomi delle persone trucidate, ma le famiglie che non avevano notizie dei propri cari non si facevano illusioni circa loro sorte. Chi andò alle cave a vedere riferì che era impossibile solo pensare di dare un nome alle vittime”.

“Quei corpi erano rimasti là sotto per quasi tre mesi ed erano tutti ammassati – scrive ancora Spizzichino – a formare un unico groviglio. Qualcuno propose di chiudere l’entrata, rendendo il luogo una grande tomba comune. Le famiglie degli scomparsi però non lo accettavano. Le figlie del generale Simoni, per esempio, si opposero violentemente, obiettando che in quel modo non avrebbero mai saputo se il loro padre fosse lì dentro. Quando l’odio produce effetti tanto devastanti, per averne ragione non c’è che l’opera dell’amore. Chi si offrì di compierla fu un medico ebreo, il dottor Attilio Ascarelli. Un uomo stupendo, non ho altri modi per definirlo, che impegnò nella difficile impresa tutta la sua passione, la sua professionalità. Voleva attribuire un volto a ciascuno di quei miseri resti. Iniziò a separare i corpi uno per uno, dato che si erano attaccati. Attraverso i ritagli degli abiti e gli oggetti che avevano addosso – i documenti erano stati loro sottratti – riuscì un po’ alla volta a ottenere il riconoscimento di quasi tutti. Naturalmente anche la mia famiglia fu coinvolta, tanti dei nostri cari mancavano all’appello, ma io andai sul posto poche volte, mia madre non voleva condurmi con sé. Ero sempre triste ogni volta che tornavo alle Fosse Ardeatine! Ricordo che c’erano tanti pezzetti di stoffa lavati e sterilizzati, appesi a dei fili con le mollette. Erano numerati, per effettuare un riconoscimento bisognava annotarsi quei numeri. All’epoca i vestiti venivano fatti su misura dal sarto, non c’erano abiti confezionati come adesso, quindi le donne di casa tenevano da parte degli avanzi della stoffa per poterla utilizzare per le riparazioni. Per noi, come per tanti, è stata una fortuna. Solo così abbiamo potuto ritrovare i nostri familiari, li abbiamo riconosciuti attraverso la comparazione dei tessuti. Un pezzetto di stoffa per il nonno Mosè, un altro per lo zio Cesare. Mio cugino Franco, i suoi sogni e i suoi presentimenti: tutto in qualche lembo di tessuto! E ogni volta quanto dolore, quanto quanto dolore…”.

Carla Capponi, tra i partecipanti all’azione in via Rasella, nel suo libro Con cuore di donna. Il Ventennio, la Resistenza a Roma, via Rasella: i ricordi di una protagonista scrive: “Dopo la liberazione di Roma, quando si indagò su quella strage si scoprì che solo tre delle vittime erano state condannate a morte con sentenza; neppure il tribunale tedesco installato a via Lucullo aveva avuto il coraggio o la possibilità di emettere una sentenza che desse appoggio legale a quel massacro. Volevano fare intendere che al di sopra di tutte le leggi del diritto e della morale, c’erano gli ordini del comando nazista, il Deutschland über alles, della razza ariana, destinata a dominare tutte le altre considerate inferiori e per le quali non c’era bisogno né di tribunale né di sentenze. Avevano assassinato in fretta gli ostaggi, occultato i cadaveri e lasciato le famiglie senza notizie, così che ciascuna potesse sperare che i propri cari non fossero nel numero dei destinati alla morte e aspettassero fiduciose. Per questo non fecero indagini, non cercarono i partigiani, non usarono il mezzo del ricatto chiedendo la resa dei Gap. L’eccidio doveva consumarsi per vendetta, non per cercare giustizia”.

“Volevano nascondere un altro crimine – si legge ancora nell’opera di Carla Capponi – l’avere ucciso quindici persone oltre i trecentoventi dichiarati, come scoprimmo quando, liberata Roma, furono riesumate le salme: trecentotrentacinque. I tedeschi uccisi erano stati trentadue, uno dei settanta feriti era morto durante la notte a seguito delle ferite: Kappler decise di sua iniziativa di aggiungere dieci vittime a quelle già predestinate e, nella fretta di dare immediata esecuzione all’eccidio, ne prelevarono dal carcere quindici, cinque in più della vile proporzione tra caduti tedeschi e prigionieri da assassinare, quindici in più di quelli autorizzati dal comando di Kesserling. Dell’errore si rese conto Priebke mentre svolgeva l’incarico di ‘spuntare’ le vittime prima dell’esecuzione, rilevandole da un elenco all’ingresso delle cave Ardeatine, luogo prescelto per l’esecuzione e l’occultamento dei cadaveri. Lui stesso e Kappler decisero di assassinare anche quei cinque, rei di essere testimoni scomodi della strage”.

Scrive Edoardo Grassia nel volume Sabato Martelli Castaldi. Il generale partigiano (Mursia Editore): “Iniziò l’esecuzione: cinque militari tedeschi prendevano in consegna cinque vittime, le facevano entrare nella cava, che era debolmente illuminata da torce tenute da altri militari posti ad una certa distanza l’uno dall’altro, e le accompagnavano fino in fondo. Dopo aver percorso una galleria dritta, solo alla fine di questa, si svoltava a sinistra, in un altro tunnel che si apriva orizzontalmente. Qui i soldati costrinsero le vittime ad inginocchiarsi e, infine, ciascuno di essi sparò un solo colpo. Alla presa in consegna delle vittime, il capitano Priebke provvedeva a cancellarne il nome dall’elenco”. 

“Apparvero i primi cinque, ma non so chi sparò con me. Non posso dire chi ordinò il fuoco (nel senso che non ricordava, ndr). L’ordine fu: puntare, fuoco. Il colpo venne sparato con una pistola mitragliatore portatami da un sottufficiale. […] I primi non furono trasportati da me ma da altri. Avevano le mani legate alla schiena e si dovevano inginocchiare con la faccia al muro. Vennero portati in fondo al corridoio. Il luogo era debolmente illuminato con le fiaccole tanto da poter debolmente vedere il punto sul quale si doveva sparare. Sparai una volta e uscii fuori il più presto possibile”. Hans Clemens, in servizio presso l’Aussenkommando Rom der Sicherheitpolizei und des SD, nella sua deposizione al processo che lo vide tra gli imputati insieme al tenente colonnello Kappler, affermò: “Quando sparai io, le cinque vittime furono portate nelle cave da soldati, noi ci disponemmo dietro e, all’ordine, sparammo un colpo solo. Le vittime erano in ginocchio e, dopo che caddero, alcuni soldati trasportarono i cadaveri verso il fondo delle caverne dove si trovavano già i cadaveri delle prime. Io poi uscii dalla cava e non entrai più, ma ritengo che le altre esecuzioni siano avvenute allo stesso modo”.

 Le biografie delle 335 vittime delle quali riportiamo a seguire l’elenco completo:

Agnini Ferdinando – Studente di medicina.
Albanese Teodato – Avvocato.
Albertelli Pilo – Professore di filosofia; partigiano combattente – Medaglia d’oro al valor militare.
Amoretti Ivanoe – Sottotenente in servizio permanente effettivo (partigiano).
Angelai Aldo – Macellaio.
Angeli Virgilio – Pittore.
Angelini Paolo – Autista.
Angelucci Giovanni – Macellaio.
Annarumi Bruno – Stagnino.
Anticoli Lazzaro – Venditore ambulante; pugile.
Artale Vito – Tenente Generale d’artiglieria (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Astrologo Cesare – Lucidatore.
Aversa Raffaele – Capitano dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Avolio Carlo – Impiegato S.A.I.B.
Ayroldi Antonio – Maggiore del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’argento al valor militare.
Azzarita Manfredi – Capitano di cavalleria (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Baglivo Ugo – Avvocato.
Ballina Giovanni – Contadino (CLN).
Banzi Aldo – Geometra.
Barbieri Silvio – Architetto.
Benati Nino – Banchista.
Bendicenti Donato – Avvocato; partigiano combattente – Medaglia d’argento al valor militare.
Berardi Lallo – Manovale.
Bernabei Elio – Ingegnere delle Ferrovie dello Stato.
Bernardini Secondo – Commerciante.
Bernardini Tito – Magazziniere.
Berolsheimer Aldo – Commesso.
Blumstein Giorgio Leone – Banchiere.
Bolgia Michele – Ferroviere.
Bonanni Luigi – Autista.
Bordoni Manlio – Impiegato.
Bruno Di Belmonte Luigi – Proprietario.
Bucchi Marcello – Disegnatore (Fronte Militare Clandestino).
Bucci Bruno – Impiegato.
Bucci Umberto – Impiegato.
Bucciano Francesco – Impiegato.
Bussi Armando – Impiegato delle Ferrovie dello Stato Medaglia d’oro al valor militare.
Butera Gaetano – Pittore; soldato carrista (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Buttaroni Vittorio – Autista (partigiano).
Butticé Leonardo – Meccanico.
Calderari Giuseppe – Contadino (partigiano).
Camisotti Carlo – Asfaltista (Brigate Garibaldi).
Campanile Silvio – Commerciante.
Canacci Ilario – Cameriere.
Canalis Salvatore – Professore di lettere.
Cantalamessa Renato – Falegname.
Capecci Alfredo – Meccanico.
Capozio Ottavio – Impiegato postale.
Caputo Ferruccio – Studente.
Caracciolo Emanuele – Regista e tecnico cinematografico.
Carioli Francesco – Fruttivendolo.
Carola Federico – Capitano d’aviazione (Fronte Militare Clandestino).
Carola Mario – Capitano di fanteria (Fronte Militare Clandestino).
Casadei Andrea – Falegname.
Caviglia Adolfo – Impiegato.
Celani Giuseppe – Ispettore capo dei servizi annonari.
Cerroni Oreste – Tipografo.
Checchi Egidio – Meccanico.
Chiesa Romualdo – Studente; partigiano combattente – Medaglia d’oro al valor militare.
Chiricozzi Aldo Francesco – Impiegato.
Ciavarella Francesco – Marinaio.
Cibei Duilio – Falegname.
Cibei Gino – Meccanico.
Cinelli Francesco – Impiegato (CLN).
Cinelli Giuseppe – Portatore ai mercati generali.
Cocco Pasquale – Studente.
Coen Saverio – Commerciante; partigiano combattente – Medaglia d’argento al valor militare.
Conti Giorgio – Ingegnere (CLN).
Corsi Orazio – Falegname.
Costanzi Guido – Impiegato (Fronte Militare Clandestino).
Cozzi Alberto – Meccanico; partigiano combattente – Medaglia d’oro al valor militare.
D’Amico Cosimo – Amministratore teatrale.
D’Amico Giuseppe – Impiegato.
D’Andrea Mario – Ferroviere.
D’Aspro Arturo – Ragioniere.
De Angelis Gerardo – Regista cinematografico; partigiano combattente (Centro informazioni) – Medaglia d’argento al valor militare.
De Carolis Ugo – Maggiore dei Carabinieri Reali (Capo di stato maggiore del Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
De Giorgio Carlo – Impiegato.
De Grenet Filippo – Impiegato; tenente di complemento (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Della Torre Odoardo – Avvocato.
Del Monte Giuseppe – Impiegato.
De Marchi Raoul – Impiegato.
De Nicolò Gastone – Studente.
De Simoni Fidardo – Operaio.
Di Capua Zaccaria – Autista.
Di Castro Angelo – Commesso.
Di Consiglio Cesare – Venditore ambulante.
Di Consiglio Franco – Macellaio.
Di Consiglio Marco – Macellaio.
Di Consiglio Mosè – Commerciante.
Di Consiglio Salomone – Venditore ambulante.
Di Consiglio Santoro – Macellaio.
Di Nepi Alberto – Commerciante.
Di Nepi Giorgio – Viaggiatore.
Di Nepi Samuele – Commerciante.
Di Nola Ugo – Rappresentante di commercio.
Diociajuti Pier Domenico – Commerciante.
Di Peppe Otello – Falegname ebanista.
Di Porto Angelo – Commesso.
Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
Di Porto Giacomo – Venditore ambulante.
Di Salvo Gioacchino – Impiegato (Democrazia del Lavoro).
Di Segni Armando – Commerciante.
Di Segni Pacifico – Venditore ambulante.
Di Veroli Attilio – Commerciante.
Di Veroli Michele – Collaboratore del padre commerciante.
Drucker Salomone – Pellicciaio (Partito Socialista Polacco).
Duranti Lido – Operaio.
Efrati Marco – Commerciante.
Elena Fernando – Artista.
Eluisi Aldo – Pittore; partigiano combattente – Medaglia d’oro al valor militare.
Ercolani Giorgio – Tenente colonnello del Regio Esercito.
Ercoli Aldo – Pittore.
Fabri Renato – Commerciante.
Fabrini Antonio – Stagnino (CLN).
Fano Giorgio – Dottore in scienze.
Fantacone Alberto – Dottore in legge; partigiano combattente – Medaglia d’argento al valor militare.
Fantini Vittorio – Farmacista.
Fatucci Sabato Amadio – Venditore ambulante.
Felicioli Mario – Elettrotecnico.
Fenulli Dardano – Maggior Generale (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Ferola Enrico – Fabbro.
Finamonti Loreto – Commerciante (CLN).
Finocchiaro Arnaldo – Elettricista.
Finzi Aldo – Imprenditore agricolo; ex sottosegretario del Ministero degli Interni del governo Mussolini (Democrazia del Lavoro).
Fiorentini Valerio – Autista meccanico.
Fiorini Fiorino – Maestro musica.
Fochetti Angelo – Impiegato (Corpo Volontari della Libertà).
Fondi Edmondo – Impiegato commerciante.
Fontana Genserico – Tenente dei Carabinieri Reali, dottore in giurisprudenza (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Fornari Raffaele – Commerciante.
Fornaro Leone – Venditore ambulante.
Forte Gaetano – Commerciante; carabiniere di leva – partigiano combattente (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Foschi Carlo – Commerciante.
Frasca Celestino – Muratore.
Frascà Paolo – Impiegato (CLN).
Frascati Angelo – Commerciante.
Frignani Giovanni – Tenente colonnello dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Funaro Alberto – Commerciante.
Funaro Mosè – Commerciante.
Funaro Pacifico – Autista.
Funaro Settimio – Venditore ambulante.
Galafati Angelo – Pontarolo Bandiera Rossa.
Gallarello Antonio – Falegname ebanista.
Gavioli Luigi – Impiegato.
Gelsomini Manlio – Medico (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Gesmundo Gioacchino – Professore di Filosofia; partigiano combattente – Medaglia d’oro al valor militare.
Giacchini Alberto – Assicuratore.
Giglio Maurizio Cervo – Tenente di P.S. dei “Metropolitani” di Roma (OSS) – Medaglia d’oro al valor militare. Al Ten. Maurizio Giglio è intitolata la caserma delle Volanti della Polizia di Stato a Roma, in via G. Reni.
Gigliozzi Romolo – Autista.
Giordano Calcedonio – corazziere (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Giorgi Giorgio – Ragioniere.
Giorgini Renzo – Industriale.
Giustiniani Antonio – Cameriere.
Gorgolini Giorgio – Ragioniere (Fronte Militare Clandestino).
Gori Gastone – Muratore.
Govoni Aladino – Figlio del poeta Corrado Govoni; Capitano dei granatieri; partigiano combattente – Medaglia d’oro al valor militare.
Grani Umberto – Maggiore della Regia Aeronautica in congedo.
Grieco Ennio – Elettromeccanico.
Guidoni Unico – Studente.
Haipel Mario – Maresciallo del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino).
Iaforte Domenico – Calzolaio.
Ialuna Sebastiano – Agricoltore.
Imperiali Costantino – Rappresentante di vini.
Intreccialagli Mario – Calzolaio.
Kereszti Sandor – Ufficiale.
Landesman Boris – Commerciante.
La Vecchia Gaetano – Ebanista.
Leonardi Ornello – Commesso.
Leonelli Cesare – Avvocato.
Liberi Epidemio – Industriale.
Lidonnici Amedeo – Industriale (Fronte Militare Clandestino).
Limentani Davide – Commerciante.
Limentani Giovanni – Commerciante.
Limentani Settimio – Commerciante.
Lombardi Ezio – Impiegato.
Lo Presti Giuseppe – Dottore in legge; partigiano combattente – Medaglia d’oro al valor militare.
Lordi Roberto – Generale della Regia Aeronautica (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Lotti Giuseppe – Stuccatore.
Lucarelli Armando – Tipografo.
Luchetti Carlo – Stagnaro.
Luna Gavino – Impiegato delle Regie Poste (CLN).
Lungaro Pietro Ermelindo – Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza.
Lunghi Ambrogio – Asfaltista.
Lusena Umberto – Maggiore del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Luzzi Everardo – Metallurgico.
Magri Mario – Capitano d’artiglieria (Fronte Militare Clandestino).
Manca Candido – brigadiere dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Mancini Enrico – Commerciante.
Marchesi Alberto – Commerciante, ex ardito bersagliere; partigiano combattente – Medaglia d’oro al valor militare.
Marchetti Duilio – Autista.
Margioni Antonio – Falegname.
Marimpietri Vittorio – Impiegato.
Marino Angelo – Piazzista.
Martella Angelo
Martelli Castaldi Sabato – Generale della Regia Aeronautica (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Martini Placido – Avvocato; partigiano combattente – Medaglia d’oro al valor militare.
Mastrangeli Fulvio – Impiegato.
Mastrogiacomo Luigi – Custode del ministero delle Finanze.
Medas Giuseppe – Avvocato.
Menasci Umberto – Commerciante.
Micheli Ernesto – Imbianchino.
Micozzi Emidio – Commerciante.
Mieli Cesare – Venditore ambulante.
Mieli Mario – Negoziante.
Mieli Renato – Negoziante.
Milano Raffaele – Viaggiatore.
Milano Tullio – Impiegato.
Milano Ugo – Impiegato.
Mocci Sisinnio.
Montezemolo, Giuseppe Cordero Lanza di – Colonnello del Regio Esercito (comandante del Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Moretti Augusto.
Moretti Pio – Contadino.
Morgano Santo – Elettromeccanico.
Mosca Alfredo – Elettrotecnico.
Moscati Emanuele – Piazzista.
Moscati Pace – Venditore ambulante.
Moscati Vito – Elettricista.
Mosciatti Carlo – Impiegato.
Napoleone Agostino – Sottotenente di vascello della Regia Marina (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’argento al valor militare.
Natili Celestino – Commerciante.
Natili Mariano – Commerciante.
Navarra Giuseppe – Contadino.
Ninci Sestilio – Tramviere.
Nobili Edoardo – Meccanico (Fronte Militare Clandestino).
Norma Fernando – Ebanista.
Orlandi Posti Orlando – Studente; partigiano combattente – Medaglia d’argento al valor militare.
Ottaviano Armando – Dottore in lettere.
Paliani Attilio – Commerciante.
Pappagallo Pietro – Sacerdote (Fronte militare clandestino) – Medaglia d’oro al merito civile.
Pasqualucci Alfredo – Calzolaio.
Passarella Mario – Falegname.
Pelliccia Ulderico – Carpentiere.
Pensuti Renzo – Studente.
Pepicelli Francesco – Maresciallo dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Perpetua Remo – Rigattiere.
Perugia Angelo – Venditore ambulante.
Petocchi Amedeo.
Petrucci Paolo – Professore di lettere.
Pettorini Ambrogio – Agricoltore (partigiano).
Piasco Renzo – Ferroviere.
Piattelli Cesare – Venditore ambulante.
Piattelli Franco – Commesso.
Piattelli Giacomo – Piazzista.
Pierantoni Luigi – Medico.
Pierleoni Romolo – Fabbro.
Pignotti Angelo – Negoziante.
Pignotti Umberto – Impiegato.
Piperno Claudio – Commerciante.
Piras Ignazio – Contadino (partigiano).
Pirozzi Vincenzo – Ragioniere.
Pisino Antonio – Ufficiale di marina – Medaglia d’argento al valor militare.
Pistonesi Antonio – Cameriere.
Pitrelli Rosario – Meccanico.
Polli Domenico – Costruttore edile (CLN).
Portieri Alessandro – Meccanico.
Portinari Erminio – Geometra (Fronte Militare Clandestino).
Primavera Pietro – Impiegato.
Prosperi Antonio – Impiegato.
Pula Italo – Fabbro.
Pula Spartaco – Verniciatore.
Raffaeli Beniamino – Ebanista.
Rampulla Giovanni – Tenente colonnello (Fronte Militare Clandestino).
Rendina Roberto – Tenente colonnello d’artiglieria.
Renzi Egidio – Operaio.
Renzini Augusto – carabiniere (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Ricci Domenico – Impiegato.
Rindone Nunzio – Pastore (partigiano).
Rizzo Ottorino – Maggiore del Regio Esercito.
Roazzi Antonio – Autista.
Rocchi Filippo – Commerciante (CLN).
Rodella Bruno – Studente.
Rodriguez Pereira Romeo – Tenente dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Romagnoli Goffredo – Ferroviere.
Roncacci Giulio – Commerciante.
Ronconi Ettore – Contadino.
Saccotelli Vincenzo – Falegname.
Salemme Felice – Impiegato.
Salvatori Giovanni – Impiegato.
Sansolini Adolfo – Commerciante.
Sansolini Alfredo – Commerciante.
Savelli Francesco – Ingegnere.
Scarioli Ivano – Bracciante.
Scattoni Umberto – Pittore.
Sciunnach Dattilo – Commerciante.
Semini Fiorenzo – Sottotenente di vascello della Regia Marina (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’argento al valor militare.
Senesi Giovanni – Esattore istituto di assicurazioni.
Sepe Gaetano – Sarto.
Sergi Gerardo – Brigadiere dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Sermoneta Benedetto – Venditore ambulante.
Silvestri Sebastiano – Agricoltore.
Simoni Simone – Generale (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Sonnino Angelo – Commerciante.
Sonnino Gabriele – Commesso.
Sonnino Mosè – Venditore ambulante.
Sonnino Pacifico – Commerciante.
Spunticchia Antonino – Meccanico.
Stame Nicola Ugo – Artista lirico; partigiano combattente – Medaglia d’argento al valor militare.
Talamo Manfredi – Tenente colonnello dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) – Medaglia d’oro al valor militare.
Tapparelli Mario – Commerciante.
Tedesco Cesare – Commesso.
Terracina Sergio – Commesso.
Testa Settimio – Contadino.
Trentini Giulio – Arrotino.
Troiani Eusebio – Mediatore.
Troiani Pietro – Venditore ambulante.
Ugolini Nino – Elettromeccanico (Fronte Militare Clandestino).
Unghetti Antonio – Manovale.
Valesani Otello – Calzolaio.
Vercillo Giovanni – Impiegato (Fronte Militare Clandestino).
Villoresi Renato – Capitano del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Viotti Pietro – Commerciante.
Vivanti Angelo – Commerciante.
Vivanti Giacomo – Commerciante.
Vivenzio Gennaro.
Volponi Guido – Impiegato.
Wald Pesach Paul.
Wald Schra.
Zaccagnini Carlo – Avvocato (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Zambelli Ilario – Telegrafista (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’oro al valor militare.
Zarfati Alessandro – Commerciante.
Zicconi Raffaele – Impiegato.
Zironi Augusto – Sottotenente di vascello della Regia Marina (Fronte Militare Clandestino) – Medaglia d’argento al valor militare.

Articolo preso da : https://www.rassegna.it/mobile/articoli/settantacinque-anni-fa-la-strage-delle-fosse-ardeatine

Non c’è parola, in nessun linguaggio umano, capace di consolare le cavie che non sanno il perché della loro morte.

Di un sopravvissuto di Hiroshima.

Il museo delle Fosse Ardeatine : http://www.mausoleofosseardeatine.it 

IL CAMMINO SI FA ANDANDO E NIENTE PIÙ.


2019-03-23 16.13.17

Ho cercato di non barcollare; ho fatto passi falsi lungo il cammino. Ma ho imparato che solo dopo aver scalato una grande collina, uno scopre che ci sono molte altre colline da scalare. Mi sono preso un momento per ammirare il panorama glorioso che mi circondava, per dare un’occhiata da dove ero venuto. Ma posso riposarmi solo un momento, perché con la libertà arrivano le responsabilità e non voglio indugiare, il mio lungo cammino non è finito.
Di Nelson Mandela.

 

QUANDO LA REALTÀ SUPERA LA FATASCIENZA.


Neonata nasce col feto della gemellina in grembo: il caso rarissimo.

Neonata nasce col feto della gemellina in grembo: il caso rarissimo

Neonata nasce con il feto della sua gemella in grembo: un fenomeno rarissimo, chiamato fetus in fetu, documentato per la prima volta nell’800 e verificatosi recentemente in Colombia, come racconta il New York Times. Un caso molto particolare, con i medici che sono riusciti a capire cosa stesse succedendo già durante la gravidanza. Il dottor Miguel Parra-Saavedra, che ha monitorato la sua gravidanza e la nascita, ha visto con una ecografia dettagliata uno spazio pieno di liquido che conteneva un bambino minuscolo, con un cordone ombelicale che la collegava all’intestino della gemella più grande.

La bimba è stata fatta nascere con un cesareo e il feto al suo interno (lungo già 5 cm e parzialmente formato, sebbene con cuore e cervello ancora non sviluppati) è stato rimosso per evitare che danneggiasse i suoi organi interni. La neonata ora sta bene: «Ha una piccola cicatrice sull’addome ma ora è una bambina normale», ha detto il medico.

Sembrano tumori. I casi di fetus in fetu, scrive il NY Times, spesso vengono diagnosticati come un tipo di tumore. Il feto più piccolo è chiamato anche ‘gemello parassita’ perché si nutre dal fratello maggiore. Ci sono anche casi in cui il feto non viene rilevato, come nel 2015 quando una donna di Cipro fu operata per quello che sembrava apparentemente un tumore alle ovaie: la realtà era però diversa.

Articolo preso da: https://www.ilmessaggero.it/AMP/mondo/neonata_feto_gemella_grembo-4380728.html

Quando i genitori ci sono ma non sono presenti in modo responsabile e amorevole!!!


Bologna, precipitano dall’ottavo piano: morti due ragazzi di 11 e 14 anni

Bologna, il luogo dove è avvenuta la tragedia
Bologna, il luogo dove è avvenuta la tragedia.

Bologna – E’ stato portato in Questura per essere ascoltato su quanto accaduto questa mattina in via Quirino di Marzio, a Bologna, il padre dei due ragazzini di 14 e 11 anni di origini kenyote che, attorno alle 10, sono precipitati dall’ottavo piano di una palazzina. Secondo quanto si apprende, l’uomo al momento della tragedia era in casa con i bambini, mentre la madre, parrucchiera, si trovava fuori casa assieme agli altri due figli.

Le dinamiche di quanto accaduto sono ancora da chiarire. A chiamare i soccorsi sarebbero stati i vicini, che avrebbero visto i fratellini a terra. Gli inquirenti stanno ascoltando i testimoni della tragedia e il padre dei ragazzi. Sul posto, oltre al pm di turno, sono giunti anche i servizi sociali del Comune e il presidente del Quartiere Vincenzo Naldi.

Bologna, giù dall’ottavo piano: morti due ragazzi (Foto)

La madre dei ragazzi: «Il padre è una persona amorevole»

Il padre dei due ragazzini morti questa mattina a Bologna, in via Quirino di Marzio è persona «amorevole». Lo avrebbe detto la moglie, e madre delle due vittime, di 11 e 14 anni, sentita dalla squadra mobile della Questura di Bologna. La donna è sconvolta per quanto accaduto. L’uomo, anche lui negli uffici della Polizia, deve invece ancora essere sentito. Entrambi di origine kenyota, lavorano regolarmente. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna ipotesi, e non è stato assunto alcun provvedimento.

residenti sono sotto choc dopo aver visto i due corpi sull’asfalto. I due corpi sono stati notati da diverse persone che abitano nei condomini delle vicinanze. Il luogo della tragedia è una sorta di cortile interno, una rientranza di via Di Marzio che conduce a vari numeri civici dei palazzoni di questa zona popolare della periferia ovest del capoluogo emiliano.

Un passante: «Ho visto gli infermieri con le mani nei capelli»
«Ero con un amico quando li abbiamo visti, lui ha chiamato l’ambulanza»: questo il racconto di un residente, Franco Pizzuti, uno dei primi ad accorgersi della presenza dei corpi di due ragazzini sull’asfalto in un’area interna di via Quirino di Marzio, a Bologna. I due, 14 e 11 anni, sono caduti dopo un volo dall’ottavo piano di cui ancora non si conoscono le cause. Quando è arrivato il personale sanitario, racconta il testimone, sono iniziate le manovre per rianimarle, «ma poi gli infermieri si sono messi le mani nei capelli».

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/www.ilsecoloxix.it/amp/italia/2019/03/23/AEug2NTB-bologna_precipitano_ragazzi.shtml

Ha un orango in valigia: turista russo arrestato in Indonesia L’animale era stato narcotizzato per essere portato in Russia come animale da compagnia.


Un turista russo 27enne, Andrei Zhestkov, è stato arrestato all’aeroporto di Bali, in Indonesia: gli agenti della dogana gli hanno trovato in valigia un orango di due anni narcotizzato. L’uomo, che rischia ora 5 anni di prigione e una multa da 7mila dollari per traffico di specie protette, ha raccontato di aver comprato l’animale per 3mila dollari da un amico il quale a sua volta l’aveva acquistato in un mercato di strada a Giava.

Bali, arrestato turista con un orango in valigia.

Zhestkov, nella cui valigia i doganieri indonesiani hanno trovato anche copertine da bambino e latte da neonati per l’orgango, oltre a due gechi e cinque lucertole, ha spiegato che la sua intenzione era quella di portare in Russia il primate per tenerlo come animale da compagnia.

Gli oranghi sono una specie in pericolo critico secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura, con solo circa 100mila esemplari rimasti in tutto il mondo. Ma soprattutto in Indonesia vengono uccisi e catturati a ritmi insostenibili sia dai bracconieri sia dai lavoratori che disboscano le foreste per far spazio alle coltivazioni di palme da olio.

Articolo preso da: https://www.google.it/amp/s/amp.tgcom24.mediaset.it/articolo/568/3198568.html

 

VOI COSA NE PENSATE?


Matteo Salvini sul bus: “Qualche intellettualone giustifica il gesto”.

A Mattino Cinque Matteo Salvini commenta il caso di cronaca del bus dirottato con 51 bambini in ostaggio.

“Quello che mi ha dato fastidio è che in queste ore qualche intellettualone di sinistra provasse a giustificare questo delinquente dicendo che un po’ di colpa Salvini ce l’ha. Questo è folle”.

Così il mInistro dell’Interno Matteo Salvini, a Mattino Cinque, commenta il caso di cronaca del bus sequestrato con 51 bambini a bordo. “Difendere i confini del paese non può essere l’alibi per nessun delinquente per prendere in ostaggio 51 bambini”, dice il ministro. “Ho scritto ieri a tutti i sindaci per controllare la fedina penale per chi si occupa dei nostri figli”.

E riguardo alla possibilità di dare la cittadinanza al bambino eroe, Salvini spiega: “È preziosa la cittadinanza italiana e per questo come Lega abbiamo detto no alle scorciatoie, alla cittadinanza come regalo, si può dare e si può togliere, proprio oggi la toglieremo a questo delinquente”.

Articolo preso da : https://www.mediasetplay.mediaset.it/article/mattinocinque/matteo-salvini-sul-bus-qualche-intellettualone-giustifica-il-gesto_b100000535_a1147

Che amarezza.


Uccisa dal marito nonostante 12 denunce, annullato risarcimento ai figli di Marianna Manduca.

La Corte d’appello di Messina ha cancellato la sentenza di primo grado che aveva imposto alla Presidenza del Consiglio il pagamento di un risarcimento ai tre figli della donna uccisa a Palagonia. Per i giudici non ci fu negligenza dei magistrati perché a nulla sarebbe valso il loro intervento contro l’intento criminale dell’uomo.

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Lo stato non deve risarcire nulla ai tre figli minorenni di Marianna Manduca, la donna uccisa a coltellate dal marito nel 2007 dopo che lei lo aveva denunciato per ben dodici volte, ma invano, alla Procura di Caltagirone. La Corte d’appello di Messina infatti ha annullato il risarcimento di 259mila euro che in primo grado era stato riconosciuto ai tre orfani della donna. “I tre ragazzi devono restituire la già misera somma che il Tribunale di Messina aveva previsto a loro risarcimento. Sono incredula e indignata” ha dichiarato la vice presidente della Camera Mara Carfagna annunciando la sentenza. “La Corte d’Appello  dice quindi agli orfani, e a tutti noi, che quel femminicidio non poteva essere evitato, denunciare i violenti è vano” ha aggiunto la deputata di Forza Italia.

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/www.fanpage.it/uccisa-dal-marito-nonostante-12-denunce-annullato-risarcimento-ai-figli-di-marianna-manduca/amp/

DEVE ANDARE IN GALERA !!!


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20 marzo 2019 – 22:11

Milano, dirotta autobus e appicca le fiamme: terrore per 51 studenti. «Basta morti in mare. Farò strage a Linate»|Chi è l’autista: il ritratto.

«Oggi da qui non esce vivo nessuno». Voleva morire e uccidere i ragazzini nell’autobus in fiamme lanciato verso l’aeroporto di Linate. Poteva essere una strage, mercoledì mattina, sulla strada provinciale Paullese (zona di San Donato Milanese) e a poca distanza dal city airport dove avrebbe detto «di voler fare una strage». A bordo una scolaresca: 51 ragazzini della scuola media Vailati di Crema. Il conducente, Ousseynou Sy, senegalese ma con cittadinanza italiana, 46 anni, da 15 in servizio per le Autoguidovie di Crema, aveva caricato taniche di benzina sul mezzo: l’aveva dirottato e puntava sull’aeroporto. «Ora basta, vanno fermate le morti nel Mediterraneo», gridava minacciando la scolaresca. A dare l’allarme è stato un ragazzino. Da lì è partito l’inseguimento dei carabinieri. Hanno agganciato l’autobus che andava a destra e sinistra sulla Paullese. Hanno deciso di speronare il mezzo, hanno messo in salvo i ragazzini e arrestato il 46enne. L’uomo ha precedenti per guida in stato di ebbrezza e abuso sessuale su minore.

La procura: «Contestata l’aggravante di terrorismo»

Sequestro di persona, strage, incendio e resistenza. Ma nei confronti di Ousseynou Sy è stata anche confermata, come indicano fonti della procura, l’aggravante della finalità del terrorismo. Era stato il procuratore di Milano, Francesco Greco, poche ore dopo l’accaduto a dichiarare: «Stiamo valutando tutte le ipotesi, anche quella del terrorismo», aggiungendo che del caso si sta occupando anche Alberto Nobili, capo del pool dell’anti terrorismo milanese. «È stato un miracolo, poteva essere una strage, sono stati eccezionali i carabinieri sia a bloccarlo sia a liberare tutti i bambini», ha aggiunto Greco. Per poi precisare: «Volevamo interrogarlo subito, ma ha ustioni a un braccio»: l’interrogatorio comunque è slittato di poche ore. La contestazione dell’aggravante della finalità terroristica è dovuta al fatto, come ha spiegato Nobili, che Sy ha commesso un gesto che ha creato panico nella popolazione.

Sy ha ammesso la premeditazione

Interrogato nel tardo pomeriggio di mercoledì Ousseynou Sy «ha ammesso la premeditazione cioè di aver ponderato da giorni» il gesto compiuto mercoledì di dirottare con 51 bambini e insegnanti per poi dargli fuoco oggi sulla Paullese. Lo ha spiegato in conferenza stampa il responsabile dell’antiterrorismo milanese Alberto Nobili. «È stata una mia scelta personale, non ne potevo più di vedere bambini sbranati da squali nel Mediterraneo, donne incinte e uomini che fuggivano dall’Africa», avrebbe detto il 46enne senegalese. La procura ha poi evidenziato come Ousseynou Sy non sia legato «all’Isis e a nessun genere di organizzazione terroristica di matrice islamica» ha detto Alberto Nobili, aggiungendo che al momento quanto accaduto non va inquadrato nel «terrorismo islamico». Inoltre l’autista «aveva già registrato un video fatto arrivare in Senegal» in preparazione del suo «gesto eclatante. Voleva dire agli africani di non venire più in Europa e punire l’Europa per le politiche a suo dire inaccettabili contro i migranti».

Articolo preso da : https://www.google.it/amp/s/milano.corriere.it/19_marzo_20/paullese-uomo-da-fuoco-un-autobus-la-benzina-paura-passeggeri-diversi-bambini-bordo-6cc5bc16-4b01-11e9-84f1-6f7b19b096e5_amp.html